Belen Rodriguez torna al centro delle discussioni in questo caldo agosto e stavolta i toni sono decisamente più seri ed importanti rispetto a quanto aveva fatto trapelare nelle scorse settimane ovvero gli scatti insieme al suo nuovo fidanzato a Venezia, c’è qualcosa di più un fatto che l’ha colpita davvero nel profondo, scopriamo quindi cosa è successo.
Rodriguez e Parpiglia, una conoscenza da un quarto di secolo
Belen Rodriguez e Gabriele Parpiglia hanno condiviso moltissimo, dalle cene alle vacanze passando anche per brevi periodi di collaborazioni professionali.
Il giornalista ha incontrato per la prima volta Belen appena arrivata in Italia quando faceva la badante di Lele Mora e da quel momento ne ha sempre parlato nei suoi articoli, dapprima come giornalista di punta di “Chi” e poi anche come autore di “Verissimo”.
Articoli dove non ha mai mancato di rispetto a Belen e dove è andato oltre il rapporto di amicizia che li legava, rapporto ormai terminato perché – stando a Parpiglia – Belen avrebbe approfittato in modo negativo di un favore avuto dallo stesso giornalista.
Dalle stories alla denuncia, scoppia il caso
La situazione negli ultimi giorni si è decisamente scaldata, con Belen Rodriguez che ha fatto svariate stories dove ha ammesso di essere stata denunciata, non ha fatto il nome di Gabriele Parpiglia ma lo ha dato ad intendere.
Il problema sono le newsletter che lui scrive ed in due di queste avrebbe documentato la presenza di Belen in Sardegna a Ferragosto, in compagnia di Simone Pollastri, di questo incontro il fidanzato attuale, Gaetano Fidanzati, ne è venuto a conoscenza tramite il giornalista.
Belen quindi ha seguito la strada del giornalista che l’aveva inizalmente denunciata, denunciandolo a sua volta, in una stories come riporta Biccy.it, Belen ha fatto sapere che smetterà di pubblicare in merito, aspettando che la legge faccia il suo dovere.
Parpiglia ha risposto postando messaggi coloriti ricevuti dalla showgirl spiegando, contrariamente a quanto rivelato da Belen, di non aver pubblicato chat private tra di loro che al contrario sono in mano agli esperti forensi come prove della denuncia.
Quel che è certo è che in questo caso il passo dalle stories alle aule di tribunale è più che breve e siamo solo all’inizio.
