Boldrini non è più Presidente alla Camera, Salvini esulta
Boldrini non è più Presidente alla Camera, Salvini esulta
Politica

Boldrini non è più Presidente alla Camera, Salvini esulta

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Matteo Salvini esulta ancora su Facebook. Laura Boldrini, dalle ore 24 del 23 marzo, non sarà più Presidente della Camera

Matteo Salvini esulta ancora. Nelle tante incertezze che attanagliano il futuro politico dell’Italia, vi è la certezza che Laura Boldrini non sarà più Presidente alla Camera. Il leader leghista ha celebrato l’evento con un post sulla sua pagina di Facebook. Numerose le reazioni di approvazioni dei suoi fan. Matteo Salvini non è l’unico ad esultare. A brindare alla fine del mandato di Laura Boldrini è tutto il centrodestra. Anche diverse testate, come Il Giornale, hanno celebrato questo evento.

Salvini esultanza

Comunque vada, c’è un aspetto sicuramente positivo per Matteo Salvini in questa difficile situazione politica. Laura Boldrini, infatti, non sara più il Presidente alla Camera. In questo momento, sono in corso le elezioni, sia per la Camera che per il Senato. Il mandato di Laura Boldrini scadrà alle ore 24 di stanotte. Il leadr leghista Matteo Salvini ha celebrato questo evento, per lui e per i suoi seguaci, molto festoso. Sulla sua pagina di Facebook e di Twitter, il candidato premier ha diffuso uno fotografia.

Nell’immagine si vede la Presidente alla Camera uscente Laura Boldrini con un’espressione un po’ triste, e la scritta, in inglese (magari qualcuno ci si sarebbe aspettato l’italiano) ‘bye-bye’.
Il post ha avuto un enorme successo su Facebook e Twitter.

Diversi fan hanno commentato sostenendo il messaggio di Matteo Salvini. C’è chi definisce Laura Boldrini come la peggior presidente della storia della Repubblica. Altri la definiscono come una persona inutile e dannosa. Altri la accusano di aver aumentato la criminalità, l’immigrazione e per aver fatto scoppiare il razzismo in Italia. Altri la definiscono come una traditrice del popolo che deve sparire in Africa.

Laura Boldrini ha pubblicato un tweet di risposta in cui, rivolgendosi a Matteo Salvini, afferma: “Ancora tu? Ma le trame per andare al governo non ti impegnano già abbastanza? Attento che mentre scrivi tweet su di me ti sfilano la poltrona”.

Giorno di sollievo

Tuttavia, il leader della Lega Matteo Salvini non è il solo a gioire per la fine del mandato di Laura Boldrini. I quotidiani orientati al centro-destra hanno infatti concesso molto spazio alla soddisfazione per il cambio del Presidente alla Camera. Il Giornale ha parlato di ‘giorno della Liberazione’. Il Tempo ha invece dichiarato di essere con orgoglio, rispetto a Laura Boldrini, dall’altra parte degli antifascisti.
Il giornalista Nicola Porro, in un tweet, ha criticato la ‘presidenza per qualche ora di Giachetti’ per il suo discorso in cui ha dato molto spazio al problema dei femminicidi. Quella di Giachetti, però, non è una presidenza effettiva. Si tratta soltanto di una reggenza temporanea, ben lontana dall’esercizio pieno della carica di presidente della Camera.

Presidente alla Camera

La votazione per la Camera dei Deputati ha luogo attraverso delle schede ed in modalità segreta. Vi è una prima votazione nella quale è necessario ottenere 240 voti, che significano la maggioranza dei due terzi dei componenti l’Assemblea. Hanno poi luogo un secondo ed un terzo scrutinio. Secondo il regolamento di Montecitorio, il quorum si deve abbassar ai due terzi dei votanti. Vengono contate anche le schede bianche. Possono esserci degli scrutini seguenti. In questi casi, è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti, tenendo conto anche in questa situazione delle schede bianche.

Tutti i deputati esprimono la propria preferenza sulla scheda all’interno di cabine situate tra il banco della presidenza e quello del governo e la deposita in un’urna. Le schede verranno poi spogliate pubblicamente in Aula.
Se dovessero essere necessari più scrutini per eleggere il Presidente, la seduta potrebbe oltrepassare la durata di una giornata. A livello formale, comunque verrà considerata una seduta unica. Così è avvenuto nelle ultime 6 legislature, nelle quli il Presidente è stato eletto al quarto scrutinio.

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