Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, è tornato a parlare delle sue dichiarazioni sulla Russia e il riarmo europeo, chiarendo che il suo riferimento era al comandante supremo delle forze alleate della Nato. In un’intervista a In Onda su La7, Conte ha risposto alle critiche di Gori, spiegando che il suo pensiero è stato frainteso.
Le dichiarazioni sulla Russia e la Nato
Conte ha affermato che il suo riferimento alla minaccia russa non era una valutazione personale, ma si basava sulle dichiarazioni del comandante supremo delle forze alleate della Nato, riportate dal Financial Times. Secondo Conte, il comandante Nato avrebbe affermato che non ci sono elementi per dire che l’obiettivo della Russia è aggredire e attaccare l’Europa con particolare riferimento ai Paesi Baltici.
Il leader del M5S ha ribadito la sua posizione sul conflitto in Ucraina, affermando che dal la Russia non riesce a conquistare il Donbass. Ha criticato l’idea che la minaccia russa travalichi il conflitto Russia-Ucraina, sostenendo che il problema vero è che ci hanno detto da subito che non si trattava solo delle popolazioni russofone del Donbass, ma addirittura che esisteva un piano di Putin per invadere tutta l’Europa.
Le critiche al piano di riarmo
Conte ha espresso le sue critiche al progetto di rafforzamento delle spese militari in Europa, ricordando di essersi schierato fin dall’inizio al fianco dell’Ucraina. Tuttavia, ha contestato la strategia adottata dall’Europa, affermando che la minaccia russa travalica il conflitto Russia-Ucraina e che dobbiamo per questo riarmarci.
Il leader del M5S ha criticato il governo guidato da Giorgia Meloni affermando che per l’Italia questo significa 500 miliardi entro il 2035. Ha chiesto: Ma questi soldi dove li prendono?.
La manifestazione di Napoli e il campo largo
Conte ha difeso la manifestazione unitaria organizzata a Napoli con le altre forze del centrosinistra, spiegando che non era una manifestazione di piazza dove dovevamo dimostrare la capacità di richiamare le folle. Ha affermato che l’obiettivo era quello di lanciare un messaggio di unità e valorizzare il lavoro parlamentare già svolto insieme.
Il leader del M5S ha parlato anche del campo largo e del ruolo di Matteo Renzi affermando che per l’alleanza di centrosinistra non c’è il problema di aggiungere persone ma di estendere la capacità di attrarre. Ha spiegato che il confronto proseguirà dopo l’estate e che Renzi? A tempo debito. Non si fanno valutazioni a tavolino sulla base di personalismi.
Conte ha escluso motivazioni personali, affermando che Renzi ha fatto il grande errore, in piena pandemia, di spianare la strada a Meloni, ma questo è un errore politico. Ha ribadito che sul piano personale non devo vendicarmi con nessuno.
Infine, Conte ha parlato della scelta del candidato premier del centrosinistra, affermando che dobbiamo essere competitivi. Ha spiegato che, a suo avviso, per individuare il candidato premier del centrosinistra ci sono due strade: le primarie o l’individuazione della figura più competitiva come già fatto alle regionali o alle amministrative in cui il campo largo ha corso insieme.
