> > Conte vuole ridare lustro a club dimenticati, ma accetterà solo sfide valide

Conte vuole ridare lustro a club dimenticati, ma accetterà solo sfide valide

Conte vuole ridare lustro a club dimenticati, ma accetterà solo sfide valide

Conte racconta la sua fame di vittoria, denuncia la mentalità “pistola” dei campionati e indica i club che vorrebbe riportare al successo.

L’ex allenatore del Napoli, Antonio Conte ha trascorso gli ultimi giorni a Londra impegnato in una lunga chiacchierata con un importante quotidiano sportivo britannico. In quell’incontro ha ripercorso le tappe più significative della sua vita, sia da calciatore che da tecnico, senza nascondere le sue frustrazioni e la sua insaziabile cercata di vittoria.

Il tema ricorrente è stato chiaro: se dovesse tornare in panchina a metà stagione, la decisione sarà presa solo se la sfida si dimostrerà realmente allettante.

Il tecnico pugliese ha inoltre lanciato una riflessione più ampia sul panorama calcistico internazionale, sottolineando la differenza di potere economico tra la Premier League e gli altri campionati europei.

Per lui la Premier è un bazooka che spara a pieno regime, mentre le leghe continentali ancora maneggiano pistole. Ma la potenza finanziaria, avverte, deve essere usata con criterio, altrimenti rischia di diventare un freno per l’autenticità competitiva.

Il motivetto della “fame di vittoria” di Conte

Durante l’intervista, Conte ha ricordato con amarezza le due finali perse con la Nazionale italiana – il Mondiale negli Stati Uniti del 1994 e l’Euro 2000 – così come le tre finali di Champions League perse con la Juventus (96-97, 97-98, 02-03).

Quei momenti, secondo lui, hanno forgiato una determinazione agonistica che oggi cerca di trasmettere ai propri giocatori. “Ho vinto molto, ma ho anche conosciuto la sconfitta più brutale. Perché una finale persa non si può rimandare a domani; è l’unica occasione che conta”, ha dichiarato.

Questa mentalità lo ha guidato nei successi più importanti della sua carriera da allenatore: uno Scudetto con la Juve, un altro con l’Inter, la storica vittoria del Napoli nel 2023 e il titolo di Premier League con il Chelsea nella stagione 2016-17. Tuttavia, le esperienze più recenti non hanno soddisfatto le sue aspettative, alimentando una crescente esigenza di rinascita e di sfide concrete.

Premier League: il bazooka contro le pistole

Conte non ha esitato a definire la Premier League un vero e proprio bazooka economico, capace di produrre acquisti multimilionari e salari astronomici. “Qui le risorse sono tali da poter comprare quasi tutto”, ha osservato, sottolineando al contempo che la gestione di tali soldi è un’arte delicata. “Nelle altre leghe si usano ancora pistole; è un rapporto di potere sbilanciato che può creare ingiustizie competitive”.

Il tecnico ha avvertito però che la semplice disponibilità di denaro non garantisce il successo. È necessaria una visione strategica, una capacità di trasformare quegli “spari” in risultati concreti. Per lui, la chiave è far parlare i risultati sul campo non soltanto i bilanci.

Quali club potrebbero accogliere il tecnico

Guardando al futuro, Conte ha espresso un desiderio chiaro: entrare in un club la cui storia è ricca di trofei ma che al momento sembra aver perso la bussola. “Ci sono molte società che oggi respirano una pressione costante, ma che hanno smarrito la loro identità vincente. Vorrei rispolverare quel passato e farlo splendere nuovamente”, ha affermato.

Esperienze passate e delusioni recenti

Il suo passaggio al Tottenham nel 2021 è terminato nel 2023 senza aver conquistato alcun trofeo, un episodio che lui stesso ha definito “l’unica esperienza non vincente” fuori dall’Italia. Anche la breve parentesi all’Atalanta non è stata coronata da successi. Queste delusioni hanno contribuito a rafforzare la sua convinzione che il calcio richieda lavoro duro e continuità non solo parole di incoraggiamento.

Obiettivi e criteri per una nuova avventura

Quando descrive il club ideale, Conte parla di una squadra “che ha collezionato Scudetti, Champions e titoli internazionali, ma che ora ha bisogno di una scintilla”. Tra i nomi impliciti, spiccano JuventusMilanChelsea e Manchester United realtà che hanno attraversato periodi di stallo. Il suo messaggio è un invito: se una società vuole tornare a competere per i grandi trofei, ha bisogno di “un approccio che metta l’allenatore al centro del progetto, un equilibrio e una vera alchimia” tra staff, giocatori e dirigenza.

“Se c’è la possibilità di ridare lustro a una storia gloriosa e i protagonisti credono nella vittoria, allora valgo la pena. Altrimenti, preferisco attendere la giusta occasione”.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app