Processo Cucchi, i carabinieri accusati dell'omicidio: "Ci sentiamo traditi"
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Cucchi, i carabinieri accusati: “Ci sentiamo traditi”
Cronaca

Cucchi, i carabinieri accusati: “Ci sentiamo traditi”

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All'indomani delle dichiarazioni di Francesco Tedesco sul caso Cucchi, la difesa dei carabinieri accusati dell'omicidio: "Traditi da un collega".

A qualche ora dalle dichiarazioni rilasciate dal carabiniere Francesco Tedesco, terzo imputato nel processo sulla morte di Stefano Cucchi, arriva la risposta dalla difesa dei due carabinieri accusati dell’omicidio. I due maggiori indiziati per la morte del giovane romano si dicono “traditi” dal collega. A riportale le parole di Alessio Di Bernardo è il suo avvocato, Antonella De Benedictis: “È già dura essere parte di un processo sapendo di essere innocente – avrebbe dichiarato l’imputato – ma tutto diventa doppiamente tragico se all’ingiustizia inziale si aggiunge il tradimento di un collega e amico. Un atteggiamento che non può che essere dettato da ragioni di opportunità”.

I carabinieri accusati di omicidio: “Siamo innocenti”

Aperte accuse sono state rivolte dall’avvocato dell’accusa. Tra queste anche quella di minacce all’indirizzo della madre dell’imputato: “Questa mattina un uomo ha telefonato a casa della madre, sostenendo di chiamare dalla procura di Roma, e le ha detto: pagherete violentemente per quello che è accaduto.

La signora ha avuto un malore”. La difesa continua dunque a sostenere apertamente l’innocenza dei due indiziati: “È sconvolgente che tutta Italia giudichi Di Bernardo colpevole – ha aggiunto l’avvocato De Benedictis – sulla base di mere dichiarazioni rese da un co-imputato del medesimo reato che per dieci anni ha detto l’opposto e non sulla base di una sentenza, creando un clima d’odio”.

Processo Cucchi: gli sviluppi

Anche l’avvocato dell’altro imputato, Raffaele D’Alessandro, non abbandona, neppure di fronte a prove e testimonianze, la presunzione di non colpevolezza dell’assistito: “Si è sempre dichiarato innocente – ha detto il legale alla stampa -. Adesso ci ritroviamo, nove anni dopo, con queste dichiarazioni, che abbiamo conosciuto attraverso il web e i giornali. Le affronteremo, vedremo quando sarà sentito. L’informazione è importante, ma i processi si fanno nelle aule di giustizia”. Da parte sua il testimone chiave ha dichiarato che in aula confermerà quanto emerso fino ad ora.

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