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Dove fare tamponi e test sierologici: come richiederli

Coronavirus, tamponi e test sierologici nella fase 2 sono importantissimi. Il cruccio di milioni di italiani è: come richiederli?

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Coronavirus. tamponi e test sierologici: dove e come richiederli

Dove fare tamponi e test sierologici durante la fase 2 da Coronavirus? Sottoporsi a controllo è punto fondamentale per poter ripartire in tutta sicurezza. Ed è per questo che negli ultimi giorni in molte Regioni si è già stabilito che questi test potranno essere prescritti anche dal medico di base.

Il test nasofaringeo per la conferma della malattia è a carico del sistema sanitario ed è organizzato dall’Asl o dall’ospedale, come spiegato dall’ISS. Attualmente il tampone basato sulla rilevazione del Rna del virus è l’unico affidabile per accertare l’infezione da nuovo coronavirus. I test cosiddetti sierologici vengono usati solo in alcune condizioni, ma i risultati non sono così affidabili, anche perché non diagnosticano infezioni molto recenti. I risultati devono essere confermati dai tamponi.

Ma come funziona in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna ovvero le Regioni più colpite dal coronavirus?

Tamponi e test sierologici: come richiederli

Anzitutto è bene porre una distinzione tra tamponi e test sierologici: il primo, nasofaringeo, evidenzia se il virus è in circolo in questo momento.

Invece, il test sierologico rivela se si è venuti a contatto con il coronavirus e si siano sviluppati gli anticorpi: gli IgM, che compaiono subito dopo l’infezione e che se ne vanno nel giro di poco, e gli IgG, che si sviluppano dopo 7-14 giorni e possono indicarci se si sia superata l’infezione. Da lunedì 11 maggio, per esempio, in Regione Lombardia sarà possibile avere il tampone a domicilio: per poter ottenere questo importante test bisogna, comunque, essere sintomatici.

A differenza del 10 marzo, infatti, il tampone verrà fatto anche a quei sintomatici in isolamento domiciliare mentre in precedenza spettavano solo ai ricoverati. Il tampone potrà essere prescritto anche dal medico di base.

Già dall’inizio dell’epidemia chi abita in Emilia-Romagna, in presenza di sintomi, può ottenere un tampone senza bisogno di essere ricoverato in ospedale. Con un provvedimento del 24 aprile il test nasofaringeo adesso può essere prescritto dal medico di famiglia anche ai contatti stretti con sintomi. In Veneto si continua con la stessa procedura di inizio marzo per i tamponi: saranno sottoposti a test tutti i soggetti sintomatici e i contatti loro vicini. Sarà possibile richiederli anche tramite il proprio medico di base.

Test sierologici

Indicazioni diverse anche per il test sierologico. Al di fuori degli operatori sanitari, delle forze dell’ordine e dei volontari del 118 che sono sottoposti al test sierologico dalla Regione, in Emilia-Romagna chi vuole eseguirlo a proprie spese (con un costo intorno a 25 euro) lo può fare in 25 laboratori autorizzati, ma su prescrizione di un medico. Se positivo, sarà preso in carico dal Servizio di prevenzione pubblica. Linea simile in Veneto: test sierologico a pagamento e in caso di positività, deve chiedere al medico di famiglia la prescrizione del tampone.

In attesa della sua esecuzione e dell’esito rimane in isolamento. Come Regione, invece, il Veneto sta svolgendo lo screening con il test rapido su lavoratori dei servizi essenziali e, nell’ambito di un progetto pilota, su chi ha ripreso l’attività produttiva. In Lombardia l’esecuzione del test sierologico, che avviene prevalentemente per gli operatori sanitari e i contatti dei casi sintomatici (dopo 14 giorni), non è ancora disciplinata per i cittadini.

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