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Monitoraggio Iss, l’Rt scende allo 0,84: una regione a rischio alto

In calo l'Rt nazionale secondo il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità: quali saranno i colori delle regioni dal 31 gennaio?

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Scende da 0,97 a 0,84 l’Rt nazionale e diminuisce anche l’incidenza dei casi positivi al Covid nella penisola. Lo fa sapere l’Iss nel suo monitoraggio settimanale, pur precisando che l’Italia è ancora “lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti” (ovvero un’incidenza inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti).

Per conoscere conoscere i colori delle regioni a partire dal 31 gennaio bisognerà attendere la riunione del Cts (prevista alle 15 ma slittata alle 16).

Monitoraggio Iss, la classificazione delle regioni

Quello che però emerge già dal monitoraggio dell’Istituto è l’incidenza ancora molto alta in Umbria, che resta classificata ad alto rischio. Sono invece 10 le regioni a rischio moderato (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia , Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Puglia e Toscana) e 10 quelle a rischio basso (Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Val d’Aosta e Veneto).

Molise e Bolzano sono classificate “ad alto rischio di progressione“.

Sembrerebbe dunque confermata la permanenza delle regioni entrate in zona arancione il 17 gennaio, che resteranno di questo colore fino al 7 febbraio.

La protesta del governatore Fontana

Il presidente di Regione Lombardia torna a ripetere, tramite social, che il territorio da lui amministrato “ha i dati da zona gialla, con tassi di incidenza tra tamponi e positivi fortemente al di sotto della soglia d’allarme dei 250 casi su 100mila abitanti“.

Per questo motivo “ci auguriamo che, dopo la settimana ingiustamente passata in zona rossa, oggi il Ministero possa prendere una decizione che tenga conto della reale situazione epidemiologica della nostra regione. Soprattutto considerando che i ristori per commercianti e categorie, colpite da chiusure da parte del Governo, non arrivano e sono insufficienti“.

Nuovi colori delle regioni

Fino a oggi, 29 gennaio, il territorio è diviso in 14 regioni arancioni (Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta), 5 gialle (Campania, Basilicata, Molise, Toscana, Trento) e 2 rosse (Sicilia e Bolzano). A partire da domenica 31 gennaio saranno molte quelle che potrebbero cambiare colore, prime fra tutti la Basilicata che è la candidata a entrare per prima nella fascia bianca. Per potervi accedere è necessario avere un Rt inferiore a 1 e un’incidenza settimanale a 50 casi positivi ogni 100 mila abitanti.

Potrebbero poi passare da arancioni a gialle la Liguria e il Veneto, che hanno registrato una diminuzione dell’indice di contagio, ma anche la Valle d’Aosta in cui l’Rt è sceso a quota 0,80.

Situazione diversa invece per Puglia e Umbria che, non avendo registrato grandi flessioni dell’indice, dovrebbero rimanere arancioni. La seconda potrebbe addirittura diventare rossa dato che per la terza settimana consecutiva verrebbe catalogata con rischio complessivo alto.

Delle regioni attualmente rosse invece, la Sicilia potrebbe passare all’arancione dato che i dati sono nettamente migliorati. A Bolzano invece si sta andando verso un’ulteriore stretta e il governatore Arno Kompatscher ha annunciato un’ordinanza che prevede la chiusura di bar e ristoranti.

Infine, la Lombardia, che dopo il ricalcolo dell’Rt è passata da rossa ad arancione lo scorso 24 gennaio, non dovrebbe subire un cambio di colore, dal momento che il provvedimento del Ministero della Salute ha una durata di due settimane. La regione guidata da Attilio Fontana non potrà dunque ambire alla zona gialla prima del 7 febbraio. Per lo stesso motivo, anche Piemonte e Lazio dovrebbero rimanere arancioni. Nessuna modifica prevista anche per la Sardegna.

Cos’è la zona bianca

Si tratta della fascia di rischio più bassa e in cui le norme anti contagio sono ridotte al minimo (distanziamento e mascherine). É infatti possibile spostarsi liberamente all’interno del territorio regionale e soprattutto riaprire le attività. Bar e ristoranti possono infatti rimanere aperti senza limitazioni di orario (se non quello del coprifuoco, che continuerebbe a valere) così come palestre, musei, piscine e teatri. Unica limitazione sarà quella di non potersi recare in altri regioni: questi spostamenti sono infatti vietati fino al 15 febbraio.

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