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Delitto Garlasco, la telefonata di Sempio a Chiara Poggi durata 21 secondi riaccende i dubbi

Delitto Garlasco, la telefonata di Sempio a Chiara Poggi durata 21 secondi riaccende i dubbi

Una telefonata di 21 secondi a casa Poggi, effettuata nei giorni precedenti all’omicidio di Chiara, riaccende gli interrogativi su Garlasco.

Il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione dopo le nuove discussioni emerse nell’ultima puntata di Zona Bianca: sotto la lente le telefonate di Andrea Sempio a casa di Chiara Poggi nei giorni precedenti all’omicidio e alcuni presunti accessi agli atti dell’inchiesta.

Delitto Garlasco, Sempio e la telefonata di 21 secondi a Chiara Poggi: nuovi interrogativi

Il caso di Garlasco continua a essere al centro del dibattito, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Nella puntata di Zona Bianca trasmessa martedì 18 agosto, l’attenzione si è concentrata su alcuni elementi già emersi nel corso delle indagini: le telefonate effettuate da Andrea Sempio all’abitazione della famiglia Poggi nei giorni precedenti al delitto, tre fotografie scattate nel dicembre 2016 e il presunto accesso agli atti dell’inchiesta da parte di chi, secondo quanto ricostruito dalla trasmissione, non sarebbe stato incaricato delle indagini.

A riaccendere il confronto sulle chiamate è stato Umberto Brindani, direttore di Gente, soffermandosi soprattutto sulla durata dell’ultimo contatto: “Ci sono tre telefonate che da subito hanno insospettito gli investigatori. Soprattutto è sospetta l’ultima. Perché, ragazzi, 21 secondi sono un’eternità al telefono”. Il servizio ha ricostruito due telefonate partite verso casa Poggi: una il 7 agosto 2007, della durata di 8 secondi, e un’altra l’8 agosto, durata 21 secondi.

Nel corso della discussione è stata inoltre ricordata una terza chiamata risalente al 4 agosto. Secondo la ricostruzione fornita da Sempio, lo scopo sarebbe stato quello di rintracciare l’amico Marco Poggi, fratello di Chiara, che non riusciva a contattare sul cellulare in vista di una partenza in montagna. Almeno in una delle occasioni sarebbe stata Chiara a rispondere. In collegamento con la trasmissione, Sempio ha spiegato: “Io ho chiamato a casa e ho detto non c’è. E allora il giorno dopo io ho richiamato e ho detto ok, sento un attimo quando torna, sempre non riuscendo a contattarlo sul cellulare. Ho chiamato e mi ha detto guarda torna il tal giorno, basta da quel momento non ci sono state più chiamate”.

A suscitare interrogativi durante la puntata è stata soprattutto la concentrazione di quei contatti a ridosso dell’omicidio. Secondo quanto riferito nel servizio, infatti, da gennaio 2007 Sempio non avrebbe telefonato all’abitazione dei Poggi, fatta eccezione proprio per quei giorni di agosto. Da qui la domanda sollevata in studio: “Perché lo fa proprio e solo in quei giorni?”. Stefano Zurlo ha invece spostato il confronto sulla possibile interpretazione di quei 21 secondi, chiedendo agli altri ospiti se fossero a conoscenza di “un’ossessione maturata in una telefonata di 21 secondi”.

Sempio ha però respinto qualsiasi lettura indiziaria di quei contatti, sostenendo che dalle telefonate non avrebbe potuto ricavare informazioni utili rispetto a quanto sarebbe accaduto alcuni giorni dopo: “Ma io che cosa ottengo con queste chiamate 5 giorni prima? E come faccio io a sapere da quella chiamata lì che 5 giorni dopo sarà in casa in quel momento da sola o che il fidanzato non fosse andato a stare a casa quella settimana?”. Durante la trasmissione è stata evocata anche l’ipotesi di un possibile movente di natura sessuale o ossessiva, ma senza presentare nuovi elementi probatori a sostegno. Si tratta dunque di una lettura discussa in studio e non di un movente accertato né di una prova a carico di Sempio, che ha sempre sostenuto la propria estraneità all’omicidio.

Garlasco, le foto degli atti dell’inchiesta e i dubbi sull’accesso al fascicolo

La seconda parte della ricostruzione ha riguardato invece quanto sarebbe avvenuto anni dopo, in occasione della riapertura delle indagini su Andrea Sempio. Il 23 dicembre 2016 Sempio venne iscritto nel registro degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi e il fascicolo fu affidato alla sostituta procuratrice Giulia Pezzino e al procuratore aggiunto Mario Venditti. Secondo quanto riportato da Zona Bianca, già il giorno seguente Maurizio Pappalardo, allora comandante del Nucleo informativo dei carabinieri di Pavia, avrebbe avuto modo di visionare alcuni documenti.

Come riportato anche da Il Tempo, sul telefono dell’ufficiale sarebbero infatti state rinvenute tre fotografie scattate il 24 dicembre 2016 tra le 10.27 e le 10.28, nelle quali comparirebbero documenti legati al fascicolo, compresi alcuni tabulati telefonici. Sempre secondo la ricostruzione televisiva, i dati GPS associati alle immagini collocherebbero gli scatti negli uffici della Procura. In quel momento, tuttavia, Pappalardo non sarebbe stato in servizio e non avrebbe fatto parte della sezione incaricata di occuparsi delle indagini. Interpellato sull’episodio, avrebbe dichiarato di non ricordare le circostanze in cui furono realizzate le fotografie.

Pezzino avrebbe invece escluso di aver autorizzato personalmente quell’accesso, dichiarando: “Escludo di aver dato accesso agli atti a Pappalardo perché non ne aveva motivo. Non so se può averlo fatto Venditti”. A questo episodio si aggiunge un altro passaggio evidenziato durante la trasmissione. Il 21 gennaio 2017, Silvio Sapone, all’epoca ai vertici della polizia giudiziaria della Procura, avrebbe tentato ripetutamente di contattare Sempio: secondo i tabulati citati nel programma, sarebbero partite quattro chiamate dal suo cellulare e altre dieci dalla linea dell’ufficio.

Nessuno degli elementi discussi costituisce, allo stato, una prova di un movente o della responsabilità di Sempio. Restano invece gli interrogativi sollevati nel corso della trasmissione sulla particolare concentrazione delle telefonate nei giorni precedenti al delitto e sulle circostanze dell’accesso agli atti nella fase successiva delle indagini.

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