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Discorso di Putin, cosa cambia ora nella guerra in Ucraina? 

Nel suo tanto atteso discorso, il presidente russo, Vladimir Putin, non ha annunciato la mobilitazione generale o la vittoria. Cosa cambierà?

Putin

Il presidente russo Putin, nel suo discorso, non ha parlato di una vittoria o di una mobilitazione generale. Cosa cambierà ore nella guerra in Ucraina?

Il discorso di Vladimir Putin

L’atteso discorso del presidente Putin, in occasione del 77esimo anniversario della vittoria russa sulla Germania nazista nel 1945, sembre esprimere il sentimento di un leader che si sente accerchiato dalla minaccia Nato.

Dopo 70 giorni dall’inizio della guerra, il presidente porta avanti la sua offensiva, proponendola ai cittadini come un’operazione militare speciale per “denazificare” l’Ucraina. Nel suo intervento non ha annunciato la mobilitazione generale e neanche la vittoria. Non ha neanche dichiarato guerra totale all’Ucraina. Forse è un segno che le aspettative del presidente sono state tradite dalle difficoltà delle truppe russe in Ucraina. Ha giustificato l’invasione dicendo che la Nato e l’Ucraina stavano creando minacce “inaccettabili” ai confini della Russia.

Il leader ha sottolineato l’esigenza tempestiva e necessaria di lanciare questa “operazione militare speciale” per difendersi. 

Il leader russo non ha rinnovato le minacce di una guerra nucleare. Mykhailo Podolyak, negoziatore capo di Kiev con mosca, ha spiegato che i negoziati sono fermi. “Al momento continua solo l’attività dei gruppi di lavoro che si occupano di aspetti umanitari e che stanno coordinando, ad esempio, i corridoi umanitari, le evacuazioni e lo scambio dei prigionieri.

Gli altri gruppi di lavoro si incontrano virtualmente solo in modo sporadico. Non ci sono le condizioni per un incontro tra i due presidenti. L’escalation generale della guerra contribuisce a renderlo impossibile” ha dichiarato. 

9 maggio, Giorno della Vittoria

Putin, dalla tribuna allestita al Mausoleo di Lenin, ha osservato i soldati che difendono l’onore della Russia. Dalla Piazza Rossa di Mosca ha ringraziato i soldati che nella regione contesa del Donbass stanno combattendo per la “pace e il futuro della madrepatria“.

Il leader russo ha reso onore alle truppe degli eserciti alleati, americani, britannici e francesi, “oltre ai soldati della Cina e ai partigiani, a tutti coloro che hanno sconfitto il nazismo“. Nella giornata di ieri ha mandato un messaggio di auguri rivolto ai Paesi dell’ex blocco sovietico, Ucraina compresa, e alle Repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. “Come nel 1945, la vittoria sarà nostra” ha dichiarato. Il 9 maggio si celebra il “Giorno della Vittoria” per ricordare il sacrificio dei soldati russi nella Seconda guerra mondiale contro il nazismo. La giornata è diventata il momento in cui Putin concede ampia manifestazione dell’identità russa. 

Quello che Putin ha coltivato negli anni è il pobedobesie, neologismo dispregiativo che esprime la mania ossessiva della vittoria. Il fenomeno ha subito un peggioramento negli ultimi anni. Le scuole hanno iniziato a mettere in scena spettacoli e parate in cui i bambini si travestono da soldati sovietici e la propaganda russa è andata avanti grazie ai media nazionali e internazionali. “Siamo un paese diverso. La Russia ha un carattere diverso. Non rinunceremo mai all’amore per la Patria, alla fede e ai valori tradizionali, ai costumi dei nostri antenati, al rispetto per tutti i popoli e le culture” ha dichiarato Putin. 

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