Il 7 ottobre 2026 l’ospedale Gregorio Maranon di Madrid ha annunciato il decesso di Maricarmen Abascal 87enne la cui figura è diventata il volto delle proteste per il diritto alla casa in Spagna. L’anziana era stata ricoverata dal 23 settembre, data in cui era stata costretta a lasciare l’appartamento del quartiere Retiro in una diretta televisiva, dopo un sfratto coatto che l’aveva privata della dimora dove aveva vissuto per settanta anni.
Le reazioni istituzionali alla sua scomparsa
Il presidente del governo, Pedro Sánchez ha espresso cordoglio sui social, scrivendo: “Todo mi cariño a la familia y a los seres queridos de Maricarmen. Un abrazo también a todos los que hoy sentimos esta pérdida como propia. Descanse en paz.” La ministra della Sanità, Mónica García ha sottolineato che la lotta di Maricarmen ha risvegliato le coscienze in tutta la nazione, confermando l’importanza di un dibattito seriamente orientato a tutelare gli inquilini.
Le proteste scatenate dallo sfratto
Lo sfratto, avvenuto in diretta dalla sua abitazione del Retiro, ha innescato una serie di manifestazioni che si sono diffuse dalle strade di Madrid a città come Barcellona. Dopo che il Congresso ha respinto i decreti di tutela degli inquilini, il premier Pedro Sánchez ha sciolto le Camere e indetto elezioni anticipate per il 29 novembre.
A Puerta del Sol i manifestanti, accampati da giorni, hanno osservato un minuto di silenzio in memoria di Maricarmen, per poi lanciare un corteo verso il Congresso intonando “Maricarmen vive, la lotta continua!”.
Il messaggio finale e l’eredità della sua battaglia
Dalla sua stanza d’ospedale, Maricarmen ha lanciato un appello: “Combattete, difendete ciò che è vostro“. Il suo video è stato condiviso da migliaia di persone, diventando un simbolo di resistenza. Il Sindicato de Inquilinas ha ricordato che, nonostante un accordo storico con la società Urbagestión per un affitto sostenibile, la decisione arrivò troppo tardi: Maricarmen era già in condizioni critiche e non ha potuto rientrare nella sua casa prima di morire.
Accordo storico con Urbagestión
Il 28 settembre, un patto è stato siglato tra Urbagestión e la famiglia della donna, che prevedeva il ritorno nell’appartamento a canone ragionevole. Maricarmen, titolare di una disabilità riconosciuta del 50%, aveva accettato le nuove condizioni, ma la sua dimissione dall’ospedale non è mai avvenuta. Il sindacato ha definito lo sfratto una “situazione di assoluta evitabilità, dopo un processo di tortura” e ha promesso di portare avanti la sua eredità, impegnandosi a difendere il diritto alla casa con la stessa determinazione mostrata dalla deceduta.
La vicenda di Maricarmen Abascal rappresenta, secondo il Sindicato de Inquilinas, un prima e dopo nella storia della lotta abitativa spagnola. Il prezzo pagato è stato alto, ma il suo nome resta un monito per le future generazioni che continueranno a lottare contro gli speculatori e a reclamare un diritto fondamentale: la casa.
