Il primo semestre del 2026 ha visto un generale miglioramento delle entrate tributarie nei principali Paesi europei rispetto allo stesso periodo del 2026. A guidare la classifica è la Spagna con un incremento del 10,4% seguita dal Regno Unito con un 8,4% e dalla Francia con un 3,2%. L’Italia si posiziona al quarto posto con un aumento del 2,1% mentre Portogallo e Irlanda registrano rispettivamente un 1,9% e un 1,2%.
La Germania chiude la classifica con un modesto 0,8%.
Questi dati emergono dal Bollettino delle entrate tributarie internazionali pubblicato dal Dipartimento delle Finanze del Mef che analizza l’andamento fiscale dei primi sei mesi del 2026. La crescita delle entrate tributarie è influenzata dai provvedimenti adottati per contenere il caro-energia, che hanno avuto un impatto significativo sui vari Paesi.
Spagna e Regno Unito in testa alla classifica
La Spagna ha registrato un’impennata del 10,4% grazie all’aumento sia delle imposte dirette (14,8%) che di quelle indirette (5,8%). In particolare, le entrate dall’imposta sulle società sono aumentate in modo consistente (80,2%), mentre l’imposta sull’energia elettrica ha subito un brusco calo (-30%).
Anche il Regno Unito ha visto una crescita del 8,4% con un aumento delle imposte dirette del 12,8% e delle imposte indirette del 2,9%.
Francia, Italia e Portogallo: dati e tendenze
La Francia ha registrato un aumento del 3,2% con un incremento del gettito dell’imposta sui redditi da lavoro (2,6%) e dell’imposta sulle società (0,2%). Questo miglioramento è attribuito alle misure fiscali contenute nelle Leggi di bilancio 2026 e 2026, ispirate alla redistribuzione e alle imposte su grandi imprese e patrimoni.
L’Italia ha visto un incremento del 2,1% con un aumento delle imposte dirette del 1,4% e delle imposte indirette del 3,0%. Tuttavia, il gettito delle accise sull’energia elettrica è diminuito del -14,9% e quello dell’accisa sugli oli minerali del -9,5% a causa degli interventi normativi per contrastare l’aumento dei costi energetici.
In Portogallo le entrate sono aumentate del 1,9% con un calo del gettito dell’imposta sui redditi delle società (-16,7%) e delle accise sui prodotti petroliferi ed energetici (-2,7%) e sul tabacco (-5,2%).
Irlanda e Germania: dati e tendenze
L’Irlanda ha registrato una crescita contenuta del 1,2% con un aumento delle imposte dirette sui redditi delle persone fisiche (6,7%) e sulle società (4,7%). Tuttavia, le accise sono diminuite del -6,5% e l’imposta di bollo del -3,6%.
La Germania ha visto il dato meno positivo, con un aumento del gettito del 0,8%. Tra le imposte dirette l’imposta sui salari è cresciuta del 4,6% mentre quella sulle società è diminuita dell’8,0%. Tra le imposte indirette il gettito dell’accisa sui prodotti alcolici è calato del -18,8% e quello dell’imposta sull’energia elettrica del -23,3%.
IVA: crescita generalizzata in Europa
Nei primi sei mesi del 2026, il gettito IVA ha registrato una crescita generalizzata in tutti i Paesi analizzati rispetto allo stesso periodo del 2026. Anche per questa imposta, la Spagna guida l’aumento delle entrate con un 8,4% seguita da Portogallo (7,9%), Irlanda (7,5%), Regno Unito (3,9%), Italia (3,7%), Francia (3,0%) e Germania (2,7%). La forbice tra la crescita più bassa, registrata in Germania, e quella della Spagna è di 5,7 punti percentuali.
