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Brigate di polizia miste per controllare i confini tra Italia e Francia

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Brigate di polizia miste ai confini italo-francesi e politiche comuni sull’immigrazione: i motivi della visita del Ministro dell'Interno francese.

Ministro dell'Interno francese

Il Ministro dell’Interno francese Gèrald Darmanin si è recato al Viminale per incontrare il Ministro dell’Interno italiano Luciana Lamorgese. Durante l’incontro, avvenuto venerdì 6 novembre, sono stati affrontati argomenti come il controllo sui confini tra Italia e Francia e le politiche sull’immigrazione.

Parigi contro Roma dopo Nizza

Dopo l’attentato di Nizza, le indagini condotte in Francia in relazione al tragico evento hanno permesso di risalire alle generalità dell’artefice del gesto che è stato identificato come Aouissaoui Brahim, immigrato di origine tunisina sbarcato a Lampedusa il 27 settembre scorso. Per questo motivo, i rapporti tra Italia e Francia si sono fatti notevolmente tesi. Negli ultimi giorni, ad esempio, Parigi ha sottolineato l’incapacità di Roma di controllare gli immigrati che giungono su territorio italiano.

Molti cittadini francesi, inoltre, hanno invocato misure drastiche rispetto alle frontiere con l’Italia come controlli più accurati o il blocco dei visti.

Brigate di polizia miste italo-francesi

I malumori vociferati nell’ultimo periodo, tuttavia, sono stati smentiti dal Ministro dell’Interno Darmanin che ha dichiarato: «Non ho mai pensato che ci sia stata una mancanza da parte dell’Italia nell’attacco terroristico.

Ringrazio il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e i ministri italiani per lo scambio di informazioni nei giorni successivi [all’attentato]».

Dopo la riunione presso il Viminale, sono state annunciate alcune iniziative per incrementare il controllo e la sicurezza dei confini tra le due nazioni. È stata annunciata, infatti, l’istituzione di brigate di polizia miste italo-francesi per garantire un’adeguata protezione dei punti più esposti del confine attraverso operazioni di pattugliamento congiunto. In merito alle nuove modalità di tutela delle frontiere tra Italia e Francia, concluso l’incontro con Darmanin, il Ministro Lamorgese ha affermato: «Non c’è nessuna difficoltà o problemi di sicurezza fra le nostre frontiere, stiamo lavorando insieme.

Abbiamo sempre fatto controlli congiunti. Ritengo che la strada comune intrapresa fino ad ora sia quella giusta perché faciliterà le attività delle nostre autorità alle frontiere. La brigata mista vedrà la luce in via sperimentale. Continueremo a collaborare sempre più intensamente».

Il problema dei flussi migratori

L’importanza di tutelare i confini italo-francesi è indubbia ma altrettanto importante è proteggere i confini più meridionali dell’Unione Europea. La Francia, infatti, è oggi fermamente convinta che debbano essere adottate severe misure per bloccare i flussi migratori provenienti in particolar modo dalla Tunisia.

Nel 2020, proprio dalla Tunisia sono giunti su territorio italiano più di undicimila migranti. Nonostante gli accordi stipulati dal Ministro dell’Interno Lamorgese e dal Ministro degli Esteri Di Maio con il governo tunisino, gli sbarchi in Italia non accennano a diminuire.

Per questo motivo, il Ministro dell’Interno francese Gèrald Darmanin ha lasciato Roma per recarsi a Tunisi, sostenendo: “In Tunisia esporrò la nostra posizione comune sull’immigrazione. La questione riguarda tutta l’Europa”.

L’obiettivo del Ministro e del governo francese, quindi, è riuscire dove l’Italia ha fallito, inducendo la Tunisia ad adottare tutti i provvedimenti necessari per porre fine ai flussi migratori che caratterizzano il paese.


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