Ex studente di Belle Arti vendeva falsi d'autore on line
Ex studente di Belle Arti vendeva falsi d’autore on line
Genova

Ex studente di Belle Arti vendeva falsi d’autore on line

Impiegato, ex studente delle Belle Arti commerciava opere d'arte su ebay ma erano "creste" d'autore. La conferenza sulla contraffazione dei beni culturali fa luce in merito.

Un impiegato, ex studente di Belle Arti, riproduceva nel tempo libero quadri di autori illustri quali Schifano, Alinari e Borghese rivendendoli sottocosto attraverso Ebay. Il fatto che li spacciasse per veri, ha fatto in modo che la squadra del Nucleo carabinieri lo individuasse.

I falsi d’autore

Il comandante del Nucleo carabinieri, che tutela il patrimonio di Genova, durante la conferenza sulla contraffazione dei beni culturali avvenuta ieri mattina all’Archivio di Stato in via Santa Chiara, ha dichiarato in merito: “L’arte contemporanea è un ambito molto delicato poiché facile a essere contraffatta. E’ un ambito molto a rischio ove è consuetudine inserire dei falsi da autori spacciandoli per veritieri”.

La conferenza sulla contraffazione dei beni culturali è un evento promosso dal Comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio. All’incontro aperto anche al pubblico, presenti il tenente colonnello Valerio Marra, comandante del gruppo carabinieri Tpc di Roma e Paolo D’Ovidio, il procuratore aggiunto della procura di Genova.

Inoltre presente il maggiore Antonio Quarta.

E’ stato proprio Valerio Marra a spiegare la motivazione intrinseca nel mettere in piedi un evento così ricco di informazioni sulla realtà delle “croste” artistiche, il quale ha detto: “Quasi 800 le opere d’arte false sequestrate in Italia nel sono 2017. I carabinieri del nucleo Tutela del Patrimonio Culturale hanno ritirato tali falsi per un valore economico stimato di oltre 160 milioni. Ed anche nella Liguria sono venuti in luce dei falsi d’autore, dei fenomeni similari con sequestri consequenziali.

Un caso di questi è proprio al vaglio dell’autorità giudiziaria. E’ il maggiore Quarta a parlarne in proposito: “Le indagini sono spesso difficili da portare velocemente a termine perché non è immediato localizzare la vittima designata al raggiro del falsi d’autore. Difatti chi è vittima di raggiro spesso non denuncia l’accaduto cercando in tutti i modi possibili di recuperare il danaro. E mettendo sul mercato di nuovo l’opera falsificata col rischio di essere anch’esso complice di reato.

E’ un giro di falsi, di mano in mano, senza sosta proprio per rimetterli sul mercato. E l’origine di chi o coloro che abbia creato la perversa dinamica non è certo facile da individuare”.

Di seguito aggiunge il procuratore aggiunto D’Ovidio: “Nelle indagini sulla falsificazione di opere artistiche occorre individuare lo scopo che è dovuto totalmente al procurarsi un bel giro di soldi con la vendita o rivendita dell’opera falsa”.

Nella conferenza si è rilevato il fatto importante che esistono diversi gradi di falsari. Nei casi di piccoli falsari, ad esempio, l’opera viene venduta a cifra ridotta alla persona vittima di raggiro che è inconsapevole di essere stata truffata.

Poi c’è il caso altro in cui il soggetto acquirente è ben consapevole dell’opera falsa; compra il falso a prezzo di convenienza per poi rivenderla per una grossa cifra – a milioni di euro -, e il mercimonio avviene oltremodo con l’aiuto di esperti del settore e galleristi interessati a fare “la cresta”.

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