Il tredicesimo incontro del gruppo Med9 svoltosi a Spalato, in Croazia, è stato il palcoscenico delle recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla crisi dei prezzi del carburante. Al termine della conferenza stampa, la premier ha sottolineato la volontà di ripristinare completamente il cap sui prezzi, qualora le dinamiche di mercato lo rendessero necessario.
Durante l’incontro, Meloni ha ricordato che il Governo ha già disegnato una riserva di circa 160 milioni di euro provenienti dal meccanismo delle accise mobili. La decisione su come impiegare questa somma – subito o in futuro – dipenderà dall’andamento del cap attuale e dalle successive misure di contenimento.
Il bilancio di 160 milioni di euro a disposizione del Governo
Secondo le parole della premier, i 160 milioni destinati alle accise mobili sono stati accumulati durante il mese di settembre. La peculiarità di questo strumento è che l’IVA aggiuntiva generata da un aumento dei prezzi del carburante viene messa da parte, pronta a finanziare un eventuale taglio delle accise per far scendere i prezzi alla pompa.
Meccanismo delle accise mobili spiegato
Il meccanismo delle accise mobili consiste in un fondo pubblico che si alimenta automaticamente con la differenza tra l’IVA effettivamente incassata e quella prevista in caso di rialzo dei prezzi. Quando il prezzo sale, l’eccesso di IVA è accantonato; se l’obiettivo è ridurre il prezzo al consumatore, il Governo può ridurre le accise utilizzando proprio quel denaro, evitando così ulteriori oneri fiscali diretti.
Le trattative con la Commissione europea per una maggiore flessibilità
Meloni ha anche ricordato la lettera inviata a Bruxelles, dove ha discusso direttamente con la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. L’Italia, insieme a paesi come la Grecia, sta chiedendo un’integrazione delle regole europee per permettere una maggiore flessibilità nei confronti dell’inflazione, che attualmente supera di gran lunga il target previsto tre anni fa, fissato all’1,8 %.
Secondo la premier, l’inflazione attuale non è più quella “programmata”, ma una realtà più complessa che impone costi automatici aggiuntivi per pensioni, assegni familiari e, in generale, per i bilanci nazionali. Perciò, l’interesse a ottenere una risposta condivisa tra gli Stati membri è fondamentale per evitare sprechi eccessivi.
Prospettive future: cap, spesa e decisioni strategiche
Il dibattito interno riguarda ora se sia più efficace utilizzare subito i 160 milioni per ridurre le accise o conservarli come riserva per eventuali future misure di contenimento. Meloni ha concluso affermando che la scelta dipenderà non solo dall’andamento del cap, ma anche dalla durata delle misure attuali e dalla capacità del Governo di mantenere la stabilità dei prezzi.
Infine, la premier ha sottolineato l’importanza di una convergenza tra i paesi del Mediterraneo, evidenziando che la situazione del sud Europa non può rimanere in secondo piano rispetto alle sfide dell’Unione. In questo contesto, l’incontro a Spalato è stato definito “utile per l’Europa nel suo complesso”, soprattutto in vista del prossimo Consiglio europeo.
