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Galli sulla Variante Delta: “Rischiano di morire bambini e adolescenti”

Massimo Galli sull'incidenza della contagiosa Variante Delta sulle fasce di popolazione più giovane: “Rischiano di morire bambini e adolescenti”

Il professor Massimo Galli

Massimo Galli è stato netto e senza fronzoli sulla Variante Delta: “Rischiano di morire bambini e adolescenti”. L’infettivologo da poco in pensione del Sacco di Milano ha spiegato perché la probabilità è alta durante il collegamento con la trasmissione di Rete 4 Stasera Italia.

Lo ha fatto in risposta ad una domanda precisa del direttore di Libero Alessandro Sallusti che ha preso spunto da una recentissima vicenda di cronaca, quella del bambino di 11 anni intubato a Napoli.

Galli risponde ad Alessandro Sallusti: “Si, rischiano di morire bambini”

Ha chiesto Sallusti: “Ce ne dobbiamo aspettare altri?”. Purtroppo Galli ha asserito con la consueta franchezza. Ed ha spiegato: “La variante Delta è assolutamente dominante, diversamente dalla prima forma di Covid ha una capacità che infetta gli adolescenti che la prima non aveva.

Purtroppo sui grandi numeri farà morti”.

Massimo Galli: “Rischiano di morire bambini, quelli più fragili o geneticamente meno protetti”

E ancora: “È molto probabile che o prendendo i bambini più fragili o quelli geneticamente sprovvisti di immunità farà dei morti. Ecco perché, secondo me, chi alza l’indice dicendo giù le mani dai bambini dice una cosa inaccettabile. Di vaccino si muore 20mila volte meno di questo virus, i pericoli si evitano con i vaccini a mRNA”.

L’opinione di Galli sui vaccini pediatrici, poi il gelo in studio: “Rischiano di morire bambini”

In precedenza Galli aveva spiegato in tema di vaccinazioni pediatriche: “Ci sono due pesi da considerare: il primo è che i bambini e gli adolescenti rappresentano l’ambito maggiore di infezione in quanto non vaccinati, quindi è una scelta di tipo sociale e sanitario. Il secondo è che, dopo attenti studi, siamo arrivati a concludere che il rapporto rischi/benefici individuale è favorevole a livello individuale.

Vi assicuro che è sempre meglio non infettarsi con questo virus perché cominciamo a vedere effetti a lunga distanza che non ci aspettavamo”.

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