La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si racconta in un’intervista esclusiva al settimanale Chi, in edicola dal 12 agosto, soffermandosi non soltanto sull’attività politica, ma anche sulla sua vita privata. La premier ammette di sentire il peso della stanchezza accumulata negli ultimi anni e parla del rapporto con la figlia Ginevra, spiegando quanto sia importante riuscire a ritagliarsi momenti di normalità lontano dagli impegni istituzionali.
Meloni affronta anche temi che riguardano il futuro dei giovani, mostrando particolare preoccupazione per l’influenza esercitata da social network e intelligenza artificiale.
Giorgia Meloni: il rapporto con Ginevra e la vita lontano dai riflettori
Parlando della figlia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni racconta di cercare con lei “tempo lento e normalità”, nonostante i ritmi imposti dal suo ruolo.
A preoccuparla maggiormente sono soprattutto le domande della bambina, in particolare quando le chiede perché il lavoro venga prima di lei.
Meloni racconta che in quei momenti prova una forte emozione e ammette quanto sia difficile conciliare il ruolo di madre con quello di presidente del Consiglio. Anche per questo difende la scelta di portare talvolta Ginevra con sé durante alcuni viaggi ufficiali.
Vannacci, governo e obiettivi per i prossimi mesi
Nell’intervista c’è spazio anche per la politica. Meloni parla del fenomeno Vannacci, definendolo un’operazione costruita con l’obiettivo di favorire la sinistra. Guardando invece al futuro dell’esecutivo, la premier indica alcune priorità: ridurre la pressione fiscale, aumentare il potere d’acquisto delle famiglie e favorire un’occupazione sempre più stabile. Esclude inoltre un possibile rimpasto di governo a settembre.
Sul fronte economico e sociale, Meloni rivendica le misure adottate sul costo dei carburanti e sul lavoro e conferma la volontà di contrastare la desertificazione dei centri storici. Sul tema ambientale, ribadisce infine un approccio pragmatico, prendendo le distanze da quello che definisce “ambientalismo ideologico”. Nonostante la fatica, conclude la premier, nessuno può accusarla di essersi risparmiata.
