Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dal 2026, ha spesso fatto notizia per i suoi ritardi agli incontri istituzionali. Un fenomeno che, iniziato con un ritardo di venti minuti in Camera il 13 si è trasformato in una costante della sua agenda politica.
Questo articolo esplora i principali episodi di ritardo, analizzando le motivazioni e le conseguenze politiche di ciascuno.
Il primo ritardo in Camera e le critiche di Giachetti
Il 13 Giorgia Meloni arrivò con venti minuti di ritardo in Aula della Camera dove avrebbe dovuto iniziare alle 9:30 le sue comunicazioni. Il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti criticò l’accaduto, definendolo un problema di rapporti istituzionali oltre che di educazione.
Meloni si giustificò con i problemi di traffico sulla Cristoforo Colombo una delle strade più trafficate di Roma implicitamente contestando il sindaco Roberto Gualtieri.
Il summit Nato ad Ankara e la tensione con Trump
L’8 luglio 2026, durante il summit Nato ad Ankara Meloni arrivò in ritardo alla cerimonia iniziale. La situazione era particolarmente delicata a causa delle critiche del presidente statunitense Donald Trump nei suoi confronti.
Meloni aveva chiesto al presidente turco Recep Erdogan di gestire la cerimonia in modo rigido per evitare mosse a sorpresa di Trump. Tuttavia, arrivò ad Ankara quando la cerimonia era già in corso, accolta dal vicepresidente turco Cavdet Yilmaz.
Un episodio simile con Berlusconi e Merkel
Questo episodio richiamò alla mente un accaduto del 2009 quando il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi arrivò in ritardo a un incontro della Nato a Baden-Baden. La cancelliera Angela Merkel lo accolse, ma Berlusconi era al telefono e non poté interrompere la conversazione.
Altri ritardi significativi
Il 5 giugno Meloni decise di partecipare alla cerimonia per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria invece di partecipare a una riunione importante tra i paesi dell’Unione Europea e quelli dei Balcani Occidentali a Tivat in Montenegro.
La decisione fu influenzata dalla contrarietà di Meloni all’accelerazione dell’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, un tema su cui aveva divergenze con Francia e Germania.
Il 27 Meloni arrivò in ritardo a un incontro organizzato dal presidente francese Emmanuel Macron all’Eliseo a Parigi dove si discuteva della sicurezza dell’Ucraina. Meloni era scettica riguardo al cosiddetto gruppo dei volenterosi un’alleanza a sostegno dell’Ucraina promossa da Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer.
Poche settimane dopo, Meloni rimase esclusa da una riunione convocata da FranciaGermaniaRegno Unito e Polonia per discutere del sostegno all’Ucraina a margine di un incontro europeo a Tirana in Albania. Fu l’unica leader di un grande paese europeo assente.
Ritardi meno rilevanti sul piano politico
Nel durante il G20 di Rio de Janeiro in Brasile Meloni si attardò in un colloquio riservato con lo statunitense Joe Biden e il primo ministro canadese Justin Trudeau mancando così all’appuntamento con tutti gli altri leader per la foto di rito.
Questi ritardi, sebbene meno rilevanti sul piano politico, hanno generato un po’ di ilarità e hanno contribuito a consolidare l’immagine di Meloni come una leader che non teme di arrivare in ritardo agli incontri istituzionali.
