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Guerra in Ucraina, boom di richieste per l’acquisto di bunker in Italia

Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, ci sono moltissimi italiani che hanno deciso di informarsi per acquistare un bunker nel nostro Paese.

Bunker

Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, ci sono moltissimi italiani che hanno deciso di informarsi per acquistare un bunker nel nostro Paese. 

Gli italiani vogliono acquistare bunker

Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, in Italia ci sono sempre più persone che si stanno informando per acquistare un bunker e mettersi al sicuro nel caso in cui la situazione dovesse degenerare.

In tanti stanno facendo richiesta di rifugi in cemento armato, costruiti sotto terra, fatti per resistere anche ad eventuali attacchi nucleari. “Sono arrivate oltre 200 chiamate in meno di una settimana. Molte richieste sono frutto del terrore della guerra. Persone chiamano preoccupate dall’escalation ucraina per farsi costruire una struttura dall’oggi al domani. E io sono obbligato a dirgli che non si può fare. Non si può pensare a una struttura del genere come un cappotto che uno mette appena ha freddo.

Ma per altre persone, molto determinate, è una scelta motivata” ha spiegato Giulio Cavicchioli, 56 anni, imprenditore mantovano specializzato nella costruzione di bunker civili e militari. La sua impresa, Minus Energie, è stata riempita dalle telefonate. “Nei primi giorni siamo riusciti a tener traccia della provenienza delle richieste: 7 dal Lazio, 5 dal Piemonte, 5 dalla Lombardia, 4 dal Veneto (due a Padova, una a Vicenza, una a Verona), una dalla Campania, 6 dalla Toscana e 3 dalle Marche.

Ora abbiamo perso il conto. Da Roma, punto ritenuto forse saliente in caso di guerra, un numero esorbitante di richieste, qualcuna anche dall’Emilia-Romagna” ha spiegato l’imprenditore.

Le richieste per l’acquisto dei bunker

Sono 22 anni che Cavicchioli fa questo lavoro e i bunker costruiti sono stati circa 50. “Il numero di richieste degli ultimi giorni supera abbondantemente quello di un ventennio. È una cosa fuori dal normale, difficile razionalizzare.

Per persone normalissime, famiglie per lo più, dall’oggi al domani diventa un’esigenza vitale. Io devo demotivarli: esistono tempi tecnici imprescindibili per l’ottenimento delle concessioni edilizie, per la preventivazione dell’impresa edile e per i tempi di consegna, che si sono anche allungati” ha spiegato l’imprenditore. “Dopo la guerra nei Balcani le acque si sono smosse e hanno messo in allerta alcune persone. L’altro momento in cui abbiamo visto aumentare le richieste è in vista della fine del mondo annunciata dai Maya, nel 2012” ha spiegato Cavicchioli. Nelle ultime settimane ha già ricevuto due bonifici, uno dal bresciano e uno da Crema. 

Validità e costi di un bunker

Nella “cellula di sopravvivenza“, come è stata chiamata da Cavicchioli, pareti, soffitto e pavimento sono in cemento armato, proprio come le porte. Ci sono sportelli di sicurezza, valvole anti-scoppio, elettricità, bagni a secco e impianto di ventilazione militari, con filtri che assorbono tutti i gas di guerra usati fino ad oggi. “In caso di attacchi con gas sconosciuti, però, non è detto che il filtro funzioni. Lo dico sempre: un bunker magari dà una chance in più, ma non salva per l’eternità. La realtà non è un film” ha spiegato l’imprenditore. “È una scatola povera di cemento armato. Costruita a partire da un metro di profondità sotto il terreno, a cui si devono aggiungere uno strato di 40 centimetri di cemento armato della parte alta del rifugio, 2 metri e mezzo di altezza della stanza” ha spiegato Cavicchioli. Per una struttura tra i 25 e i 30 metri quadri vengono chiesti dai 60mila agli 85mila euro. Una struttura del genere può ospitare fino a cinque persone. “Fatte salve le riserve di acqua e cibo, normalmente prevediamo un tempo di permanenza di 15 giorni, un mese al massimo. In generale, la permanenza dipende dalla capacità di filtrazione, e quindi dalla quantità di inquinanti passati attraverso il filtro” ha aggiunto. 

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