Dopo anni di tensioni, scontri e negoziati complessi, Israele e Libano hanno firmato a Washington un accordo quadro mediato dagli Stati Uniti.
Guerra, raggiunto l’accordo Israele-Libano
L’intesa è stata raggiunta al termine del quinto round di colloqui diretti tra le parti e rappresenta un primo passo verso una possibile stabilizzazione dei rapporti tra i due Paesi.
A dare l’annuncio è stato il Segretario di Stato americano Marco Rubio, che durante la cerimonia della firma ha invitato alla prudenza. “È solo l’inizio dell’inizio. C’è ancora molto lavoro da fare. Oggi è il primo passo e il primo passo, a volte, è il più difficile“, ha dichiarato. L’accordo, pur non risolvendo tutte le questioni aperte, viene considerato un risultato diplomatico di grande rilievo in una delle aree più delicate del Medio Oriente.
Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime ore, l’accordo quadro prevede la creazione di due “zone pilota” nel Libano meridionale. Da queste aree le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si ritireranno gradualmente, lasciando il controllo all’esercito libanese. Una delle due zone si troverebbe a nord del fiume Litani, mentre l’altra sarebbe situata a sud.
Le forze israeliane, tuttavia, continueranno a mantenere una presenza lungo la cosiddetta Linea Gialla e non abbandoneranno per il momento la zona cuscinetto istituita al confine. Inoltre, i residenti sfollati non potranno ancora fare ritorno alle proprie abitazioni. L’intesa prevederebbe anche un elemento particolarmente significativo: il riconoscimento reciproco della sovranità di Israele e Libano. Se confermata ufficialmente, si tratterebbe di una svolta storica nei rapporti tra i due Paesi, che per decenni sono stati divisi da ostilità e conflitti.
Come si è arrivati all’accordo Israele-Libano
I negoziati non sono stati semplici. Secondo diverse fonti, gli Stati Uniti avrebbero inizialmente spinto Israele ad assumere una posizione più rigida, limitando le aree dalle quali era disposto a ritirarsi. Anche il Libano ha mantenuto una linea negoziale particolarmente ferma, nel tentativo di respingere le accuse di un’eccessiva influenza iraniana sugli affari interni del Paese. Beirut avrebbe proposto un ritiro israeliano più ampio rispetto a quanto Tel Aviv fosse pronta ad accettare, soprattutto alla luce delle pressioni politiche che il governo del premier Benjamin Netanyahu continua a subire sul fronte interno.
Al momento non è stata fissata una data per l’avvio concreto del progetto sul terreno. Prima dell’implementazione dell’intesa, infatti, l’esercito statunitense dovrà contribuire all’addestramento delle forze armate libanesi. Proprio il coinvolgimento di Washington viene considerato uno degli elementi decisivi per il successo dell’intera iniziativa. L’accordo firmato a Washington non segna ancora la fine delle tensioni nella regione, ma apre un nuovo canale di dialogo che potrebbe avere importanti conseguenze sugli equilibri del Medio Oriente nei prossimi mesi.
Accordo Israele-Libano: la reazione del Governo Meloni
“Il governo italiano accoglie con favore l’annuncio di un accordo quadro tra Libano e Israele, grazie alla mediazione degli Stati Uniti. E’ fondamentale consolidare il cessate il fuoco tra il Libano e Israele e creare le condizioni per una pace duratura tra queste due nazioni che veda affermata la sovranità e l’integrità territoriale del Libano e la sicurezza di Israele” si legge in una nota di Palazzo Chigi. “L’Italia, che è da tempo impegnata per questi obiettivi, continuerà a fare la sua parte, in stretto coordinamento con partner e alleati“.
