La guerra tra Stati Uniti ed Iran continua ad alimentare l’opinione pubblica anche se attività sul campo sembrano non registrarsi anche a seguito della firma sull’accordo avvenuta in Svizzera che ha sancito 60 giorni di stop dalle attività di guerra sui territori interessati dal conflitto.
Usa continua a preferire via diplomatica
Gli Stati Uniti tramite la figura del vice-presidente JD Vance hanno fatto sapere che intendono proseguire per la via diplomatica, pur avendo pensato, in particolar modo il presidente Trump, ad una guerra su larga scala con l’Iran.
L’obiettivo diplomatico è quello di verificare tramite impegni concreti come avvenga lo smantellamento del programma nucleare iraniano, principale punto di scontro per il tycoon ed al momento non si pensa che agire militarmente possa essere la scelta più efficace.
La scadenza della tregua, fissata per il 18 agosto non spaventa Donald, che è disposto anche ad un ulteriore protrarsi pur di raggiungere il proprio intento nei confronti dell’Iran.
Cittadino Usa, accusa di spionaggio pro-Iran
Nel frattempo in Israele un cittadino americano di 20 anni, residente a Gerusalemme, è stato accusato di spionaggio, filmava e fotografava siti sensibili per conto dell’Iran.
Con questa accusa fu arrestato lo scorso 9 giugno, come riporta TGCom24 e solo nella giornata di ieri è stato formalmente accusato dei reati contro la sicurezza perché agiva, in favore di compensi economici, in contatto con un agente di Teheran.
