Josefa, la donna salvata dalle acque del Mediterraneo | Notizie.it
Josefa, la donna salvata dalle acque del Mediterraneo
Cronaca

Josefa, la donna salvata dalle acque del Mediterraneo

Josefa, la donna salvata dalle acque del Mediterraneo

Occhi sbarrati, sguardo sofferente, come quello di chi ha visto la morte in faccia. Lei è Josefa, del Camerun, la sola sopravvissuta al Mediterraneo.

Occhi sbarrati, sguardo sofferente, perso nel vuoto, come quello che solo una persona che ha visto la morte in faccia può avere. Lei è Josefa, del Camerun. La foto che la ritrae salvata dalle acque del Mediterraneo, ad opera dei soccorritori della Ong spagnola Proactiva Open Arms, è stata ripresa da tutti i media nazionali. La donna è rimasta aggrappata per 48 ore a quello che era rimasto del gommone che si era rovesciato al largo della Libia.

“Je viens du Cameroun”

Quando gli addetti alle operazioni di soccorso l’hanno recuperata, Josefa era in grave stato di shock e di ipotermia. Ha impiegato diverse ore per riprendersi ed essere in grado di dire il suo nome e di raccontare la sua storia. Ad Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale, Josefa dice di provenire dal Camerun. La donna ha 40 anni e a fatica riesce a descrivere che cosa l’abbia spinta a intraprendere un viaggio così pericoloso: “Sono scappata dal mio Paese perché mio marito mi picchiava.

Mi picchiava perché non potevo avere figli”.

Stanca delle violenze subite, Josefa è scappata in Libia, nella speranza di poter sfuggire alle botte. Mentre racconta, la Camilli nota che la donna chiude spesso le palpebre, sofferente, per poi subito dopo riaprire e sgranare gli occhi. Una volta raggiunto il territorio libico, Josefa si è resa conto di essere incorsa in un pericolo ancora più grande: non ha difficoltà ad affermare di aver subito altre botte dalle autorità locali.

Del viaggio in gommone non ricorda nulla, ma i soccorritori della Proactiva Open Arms hanno qualche teoria: in base alla loro ricostruzione la guardia costiera libica non avrebbe prestato il giusto soccorso ai passeggeri del gommone clandestino. I libici avrebbero costretto le persone a bordo a lasciare l’imbarcazione e – sempre secondo Proactiva Open Arms – avrebbero affondato l’imbarcazione. Tutto regolare, se non fosse che gli addetti ai soccorsi sono convinti che la guardia costiera abbia abbattuto il gommone, nonostante la presenza di 2 donne e un bambino a bordo, che si erano rifiutati di salire sulla nave libica.

Quando gli uomini della Ong sono intervenuti su quello che restava del relitto, hanno trovato Josefa viva, ma non c’è stato più nulla da fare per la sua compagna di viaggio e il bimbo di età stimata tra i 3 e i 5 anni. Martedì 17 luglio 2018 i soccorritori spagnoli hanno accusato le autorità libiche per omissione di soccorso.

Omissione di soccorso

Il portavoce di Proactiva Open Arms, Riccardo Gatti sosterrebbe – secondo quanto riportato da Internazionale – di aver ascoltato la sera del 16 luglio 2018 una conversazione tra la Guardia Costiera libica e quella italiana, trasmessa via radio. Dalla comunicazione emergerebbe che nella notte di lunedì in mare stessero navigando 2 gommoni. Dopo una serie di attese, i libici avrebbero risposto che ci avrebbero pensato loro.

Nonostante la ricostruzione della Proactiva Open Arms, le indagini sono in corso, ma il Ministero dell’Interno è finito nuovamente nell’occhio del ciclone. In risposta alle accuse dei soccorritori, Matteo Salvini ha dichiarato: “Bugie e insulti di qualche ong straniera confermano che siamo nel giusto: ridurre partenze e sbarchi significa ridurre i morti, e ridurre il guadagno di chi specula sull’immigrazione clandestina. Io tengo duro”.

I dati però sembrerebbero non dare ragione al Ministro dell’Interno: Secondo gli ultimi dati diffusi dall’UNHCR, l’agenzia dell’ONU che si occupa di rifugiati, nei primi sei mesi dell’anno i morti in mare hanno già raggiunto quota mille. Nel mese di giugno una persona è morta per ogni sette che hanno tentato la traversata e nei primi sei mesi del 2018, i morti sono stati uno per ogni 19, esattamente il doppio di quelli registrati durante i primi sei mesi del 2017: la traversata del Mediterraneo centrale raramente è stata così pericolosa.

Il leader della Lega non si lascia intimidire e promette – come riportato da Repubblica – che prossimamente sarà resa pubblica la versione di osservatori terzi che smentiscono la notizia secondo cui i libici non avrebbero fornito assistenza ai migranti.

Josefa continua ad avere gli occhi sbarrati, incapace di ricordare cosa sia davvero accaduto su quella barca.

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Andrea Danneo
Andrea Danneo 258 Articoli
Palermitano di nascita, milanese acquisito, ho iniziato a scrivere di Rugby e di Basket sul web. Dopo una bella esperienza in un sito di informazione locale, mi sono laureato in Lettere moderne a Milano e ho concluso la mia formazione alla scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica. Lettore di libri incallito, inseguo il sogno di raccontare le piccole e grandi storie, sia in forma scritta, sia in video.