Valter Lavitola è stato arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Il movente potrebbe essere legato a un progetto politico. Gli investigatori stanno ricostruendo anche il suo rapporto con Tavares.
Valter Lavitola in carcere per l’attentato a Sigfrido Ranucci
Trascorrerà il Ferragosto in carcere Valter Lavitola, arrestato dai carabinieri del Nucleo Investigativo nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato contro Sigfrido Ranucci.
L’episodio risale al 16 ottobre scorso, quando un ordigno rudimentale venne collocato a Pomezia, davanti all’abitazione del conduttore di Report, provocando ingenti danni alle sue automobili.
Secondo i magistrati della Dda di Roma, Lavitola sarebbe il presunto mandante dell’azione e avrebbe organizzato l’attentato con l’aiuto del suo collaboratore Gomes Clesio Tavares, attualmente ricercato.
L’uomo si troverebbe in Africa e, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe fatto da intermediario con il gruppo ritenuto responsabile del posizionamento dell’ordigno.
Il presunto movente e i rapporti con Ranucci
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, il movente sarebbe legato a un progetto politico attribuito a Lavitola, che avrebbe voluto favorire l’ingresso di Ranucci nella politica per ottenere successivamente un ruolo nello scenario che ne sarebbe derivato.
Gli investigatori hanno inoltre ricostruito i rapporti tra il giornalista e Tavares, che si sarebbero conosciuti almeno dal 2022. Agli atti dell’inchiesta è stata acquisita anche una fotografia che ritrae tutti e tre insieme. Ci sono anche alcune intercettazioni tra Ranucci e Lavitola. In una conversazione del 2024, il giornalista ha scritto all’ex editore dell’Avanti rivelandogli di essere “in difficoltà su tutto” e aveva scherzato sul bisogno che l’amico gli “prestasse” Gomes.
Tavares, al Tg1, ha confermato di non voler rientrare in Italia. “Avrei voluto tornare per spiegare la mia vita e la mia versione dei fatti però vorrei anche sapere per quale motivo devono emettere un arresto nei miei confronti. Diventa complicato perché è la verità, avevo previsto di tornare la settimana prossima però devo farmi delle domande prima” sono state le sue parole. Il gip descrive Ranucci come vittima di una presunta manipolazione, escludendo qualsiasi suo coinvolgimento nell’attentato. A Lavitola viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso. Il suo legale ha respinto le accuse, mentre la difesa di Ranucci sottolinea la gravità dell’attentato e la necessità di chiarirne movente e contesto.
