Valter Lavitola è stato arrestato per l’attentato a Sigfrido Ranucci, con l’accusa di essere il presunto mandante. L’indagine aveva già portato all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna.
Valter Lavitola arrestato per l’attentato a Sigfrido Ranucci
L’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola è stato arrestato e trasferito in carcere nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci, avvenuto lo scorso ottobre a Pomezia, alle porte di Roma.
Secondo l’accusa, Lavitola sarebbe il presunto mandante dell’azione. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Roma su richiesta della Procura della Capitale, guidata dal procuratore Francesco Lo Voi. Nell’inchiesta viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso. L’ordinanza è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo.
L’ex editore era già finito al centro degli accertamenti nelle scorse settimane.
Il 4 luglio la sua abitazione era stata perquisita e, pochi giorni dopo, Lavitola era stato convocato in Procura. In quell’occasione si era avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a rendere alcune dichiarazioni spontanee.
Quattro persone già arrestate per l’attentato
L’indagine aveva già portato, alla fine di giugno, all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna, ritenuti dagli investigatori coinvolti nella realizzazione materiale dell’attentato.
Le accuse contestate comprendono la detenzione, il trasporto e l’utilizzo di un ordigno esplosivo, oltre a minaccia e danneggiamento, con aggravanti legate alle modalità dell’azione e al presunto metodo mafioso.
Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire il ruolo di Lavitola e gli eventuali collegamenti con gli altri soggetti già coinvolti nell’inchiesta.
