Il Senato degli Stati Uniti ha approvato una legge che introduce nuove sanzioni contro Russia e Iran, un provvedimento che potrebbe avere ripercussioni significative sulle relazioni commerciali globali. La legge, ribattezzata Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act è stata approvata a larghissima maggioranza dopo un iter travagliato durato mesi.
La spinta decisiva per l’approvazione è arrivata in seguito alla morte del senatore repubblicano Lindsey Graham, un fervente sostenitore della lotta dell’Ucraina per la sopravvivenza.
La legge, composta da 61 pagine, mira a sanzionare i maggiori acquirenti di petrolio e gas russi, oltre a leader, familiari e oligarchi russi.
Le nuove sanzioni e i poteri del presidente
La legge prevede un’ampia gamma di sanzioni primarie e dazi contro la Russia, comprese vaste proibizioni alle transazioni finanziarie con banche e istituzioni. Tra i punti più sorprendenti, la sezione 113 conferisce al presidente degli Stati Uniti il potere di applicare dazi fino al 100% su tutti i beni importati da Paesi che rientrano tra i cinque maggiori importatori di petrolio e gas russi o tra i cinque Paesi che facilitano l’elusione delle sanzioni sul petrolio russo.
La decisione su chi rientra in queste categorie spetta esclusivamente alla Casa Bianca. I promotori del disegno di legge hanno ribadito che questi dazi secondari sono pensati per Cina e India, il cui consumo di combustibili fossili russi è ritenuto responsabile dell’afflusso di entrate vitali nelle casse del Cremlino.
Le preoccupazioni degli esperti
Tuttavia, esperti e accademici lanciano l’allarme sugli effetti a catena che questa disposizione potrebbe avere nella pratica. L’espansione dei poteri dell’esecutivo, la formulazione vaga delle definizioni e il debole controllo del Congresso rischiano di rafforzare il presidente Donald Trump nella sua incessante ambizione di ridefinire commercio e diplomazia attraverso dazi elevati.
All’inizio dell’anno, Trump ha subito una pesante sconfitta quando la Corte suprema ha bocciato i dazi reciproci introdotti tramite l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) privandolo di uno dei principali strumenti giuridici a sua disposizione. In alternativa, la sua amministrazione si è affidata alla sezione 301 del Trade Act del 1974, sostenendo che altri partner commerciali, compresa l’Unione europea, non avrebbero affrontato in modo adeguato il lavoro forzato.
Le reazioni internazionali
La recente decisione della Commissione europea di infliggere una multa da 890 milioni di euro a Google per presunte pratiche di autopreferenza e trattamento sleale degli sviluppatori di app ha scatenato l’ira di Trump e gettato un’ombra sulla tenuta a lungo termine dell’accordo di Turnberry, firmato per limitare i dazi statunitensi a un massimo del 15%.
Non a caso, Trump mostra oggi un interesse ben maggiore per il disegno di legge Graham-Blumenthal rispetto allo scorso anno, quando poteva ancora contare sull’IEEPA. La nuova legge potrebbe fornire alla sua amministrazione una base giuridica per attaccare l’UE, se lo ritenesse necessario.
L’attuale versione del testo include una piccola clausola per esentare i Paesi che hanno compiuto passi significativi per ridurre gli acquisti di gas russo, pensata evidentemente per proteggere gli alleati europei. Tuttavia, la valutazione è lasciata interamente alla discrezionalità dell’esecutivo, il che significa che la Casa Bianca potrebbe usare il recente aumento delle importazioni – o qualsiasi altro dato indiretto – come pretesto per colpire duramente l’UE.
La disposizione che prevede di tassare i Paesi che facilitano l’evasione delle sanzioni sul petrolio russo lascia un margine di manovra ancora maggiore, parlando in termini molto generici di transazioni, attività o servizi che eludono le misure o aiutano altri a eluderle.
Grecia, Cipro e Malta svolgono un ruolo chiave nel commercio globale di petrolio russo, attività che conducono legalmente nel quadro del price cap. Nel frattempo, Ungheria e Slovacchia continuano a comprare greggio russo attraverso l’oleodotto Druzhba grazie a una deroga a tempo indeterminato.
Il fatto che l’UE non sia un Paese ma un gruppo di 27 Stati potrebbe rendere i confini ancora più sfumati. Interpellato sui potenziali rischi, un portavoce della Commissione ha preferito non commentare il merito del disegno di legge e ha invece sottolineato l’impegno dell’UE a eliminare gradualmente i combustibili fossili russi dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina.
