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L'Etna si risveglia: aggiornamenti sull'attività vulcanica del 2026

L'Etna si risveglia: aggiornamenti sull'attività vulcanica del 2026

Il cratere Voragine dell'Etna mostra un'intensa attività esplosiva. Scopri i dettagli delle colate laviche e delle emissioni di cenere che stanno interessando il vulcano.

L’Etna, il vulcano più attivo d’Europa, sta vivendo una fase di intensa attività esplosiva. Il cratere Voragine, in particolare, è al centro dell’attenzione degli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Osservatorio etneo di Catania. Le ultime osservazioni rivelano un fenomeno di notevole portata, con conseguenze che si estendono anche al traffico aereo.

L’attività esplosiva al cratere Voragine è caratterizzata da un’intensa emissione di cenere e dalla ricaduta di bombe vulcaniche nella zona sommitale. Questo fenomeno, accompagnato da un tremore vulcanico in risalita, sta attirando l’attenzione degli scienziati e delle autorità locali.

Le colate laviche e la dispersione della cenere

Le bocche attive a quota 2750 metri e 2360 metri stanno alimentando diverse colate laviche che formano complessi campi lavici.

I fronti più avanzati si attestano a una quota di circa 1500 metri alla base della parete nord della Valle del Bove, nella zona di Monte Rinatu. L’emissione di cenere si disperde in direzione Sud-Sud-Ovest, causando disagi al traffico aereo.

Impatto sul traffico aereo

L’abbondante emissione di cenere ha portato alla sospensione delle attività di volo in arrivo all’aeroporto di Catania fino alle 17.

L’avviso per l’aviazione noto come Vona (Volcano observatory notice for aviation), è stato emesso dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e resta al livello di allerta rosso.

Monitoraggio e analisi dell’attività vulcanica

Il sistema di monitoraggio in rete dell’Osservatorio etneo sta registrando un’ampiezza media del tremore vulcanico su valori elevati, pur rimanendo nella parte inferiore della fascia. Il centroide delle sorgenti, dopo essersi spostato temporaneamente in un’area tra i crateri Voragine e Nord-Est, è tornato ad attestarsi nell’area del cratere Voragine, a circa 3000 metri di quota.

L’attività infrasonica dopo una fase di livello alto raggiunto nella tarda serata di ieri, si mantiene su valori medio-alti. Gli eventi infrasonici sono localizzati nell’area del cratere Voragine con ampiezze medie e, soprattutto nelle ultime ore, alte. I segnali della rete di monitoraggio GNSS non mostrano variazioni significative, mentre il trend sui segnali clinometrici delle stazioni sommitali appare in leggera diminuzione.

La variazione massima attualmente registrata è di circa 8 microradianti presso la stazione Cratere del Piano (ECP). Questi dati sono fondamentali per comprendere l’evoluzione dell’attività vulcanica e per adottare le misure necessarie per la sicurezza delle popolazioni e delle infrastrutture circostanti.

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