Il mondo bancario italiano è in fermento. Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Mps, ha lanciato un’offensiva senza precedenti con due offerte pubbliche di scambio per Banco Bpm e Banca Generali, per un totale di 34 miliardi di euro. Questa mossa è un tentativo di contrastare l’Ops di Intesa Sanpaolo e di ridefinire il panorama bancario italiano.
Le offerte di Mps: dettagli e valutazioni
Le due offerte, interamente in azioni, sono state presentate come contestuali e parallele. La prima, rivolta a Banco Bpm, prevede un concambio di 1,567 azioni Mps per ogni titolo della banca milanese per un controvalore complessivo di 25,35 miliardi di euro. La seconda offerta, rivolta a Banca Generali, offre 6,958 nuove azioni Mps per ciascuna azione Banca Generali con un premio del 10% e un controvalore di circa 8,72 miliardi di euro.
Lovaglio ha sottolineato che queste operazioni non sono condizionate l’una all’altra e che entrambe possono essere portate a compimento con successo. Inoltre, ha promesso una distribuzione di 4 miliardi di euro a favore degli azionisti Mps di cui 1 miliardo in cassa e 3 miliardi in azioni Generali.
Le reazioni del mercato e degli analisti
La reazione del mercato è stata piuttosto fredda.
I titoli delle banche coinvolte hanno registrato cali significativi, con Banca Generali che ha perso il 2% nell’ultima seduta della settimana. Anche Banco Bpm ha subito un segno negativo.
Gli analisti sono divisi. Il Financial Times ha descritto l’operazione come decisamente strampalata sottolineando la complessità e i rischi potenziali di esecuzione. S&P Global ha affermato che, pur presentando un solido razionale strategico, l’operazione avrebbe una complessità superiore rispetto alla maggior parte delle operazioni recenti.
Il ruolo di Credit Agricole e le implicazioni strategiche
Un ruolo cruciale in questa partita è giocato da Credit Agricole che detiene il 29,3% del capitale di Banco Bpm. La banca francese è l’ago della bilancia e la sua decisione potrebbe influenzare significativamente l’esito delle operazioni. Inoltre, Credit Agricole Italia potrebbe entrare nell’acquisizione degli sportelli che dovranno essere rilasciati dalla teorica operazione Mps-Banco Bpm-Banca Generali.
In caso di adesione integrale alle offerte di scambio, gli attuali azionisti di Mps deterrebbero circa il 50,1% del gruppo combinato mentre gli azionisti di Banco Bpm e Banca Generali deterrebbero rispettivamente circa il 37,2% e il 12,7%. Questo nuovo gruppo diventerebbe il terzo polo bancario italiano, con un bilancio pro forma di circa 466 miliardi di euro.
Lovaglio ha sottolineato che il nuovo gruppo garantirebbe l’integrità e la salvaguardia dei rispettivi brand, delle sedi storiche e del radicamento territoriale. Inoltre, ha promesso sinergie per circa 2,6 miliardi di euro annui di cui 1,4 miliardi da Banco Bpm e 400 milioni da Banca Generali.
La partita del consolidamento bancario in Italia è ancora lunga e complessa. Le prossime settimane saranno cruciali per capire se il piano di Lovaglio avrà successo o se Intesa Sanpaolo riuscirà a prevalere.
