Manila Esposito risponde agli attacchi di body shaming ricevuti sui social dopo un video della Federginnastica, mentre agli Europei di Zagabria conquista tre medaglie.
Il trionfo di Manila Esposito a Zagabria e una carriera già ricca di successi
La risposta più significativa di Esposito è arrivata proprio dai risultati. Agli Europei di Zagabria la campana ha conquistato tre medaglie: un oro e due argenti, salendo due volte sul podio nell’arco di meno di un’ora e aggiungendo poi un’altra medaglia nella prova a squadre.
Un bottino che arricchisce un palmarès già importante: alle Olimpiadi di Parigi 2024 aveva conquistato il bronzo alla trave e l’argento nella gara a squadre. Anche nelle precedenti rassegne continentali aveva raccolto risultati di primo piano tra Rimini 2024, Antalya 2023 e Lipsia 2025, confermandosi tra i principali volti della ginnastica artistica italiana.
Originaria di Boscotrecase, in provincia di Napoli, Esposito è oggi agente delle Fiamme Oro.
Compirà 20 anni il prossimo 2 novembre e ha costruito il suo percorso sportivo partendo dalla Ginnastica Civitavecchia, dove ha iniziato ad allenarsi a soli cinque anni, per poi proseguire all’Accademia internazionale di Brescia.
Parallelamente ha portato avanti gli studi in Scienze Umane, conciliando scuola e allenamenti. Al suo fianco c’è sempre la famiglia: mamma Margherita, papà Luciano e i fratelli Raffaele e Alfonso la seguono spesso dagli spalti, tanto che non sono rari i video in cui Manila, terminata una gara, corre ad abbracciarli.
Manila Esposito contro il body shaming: la risposta agli insulti sul suo fisico
Dalle critiche sui social alle medaglie conquistate in pedana. Manila Esposito, 19 anni, è finita nel mirino di alcuni utenti dopo la pubblicazione di un video della Federginnastica, sotto il quale sono comparsi commenti offensivi sul suo aspetto fisico. C’è chi l’ha definita “troppo grossa e poco elegante“ per la ginnastica artistica, giudizi ai quali l’azzurra ha scelto di non replicare direttamente. Al termine degli Europei di Zagabria, parlando con l’ANSA, ha spiegato: “Quei post chiaramente non mi hanno fatto piacere, ma me li sono fatti scivolare addosso. Non ho dato ai loro autori la soddisfazione di rispondere tramite messaggi ma ho risposto sul campo e credo sia stata la reazione migliore”.
La ginnasta ha rivendicato il rapporto sereno con il proprio corpo: “Io sto bene con me stessa ed è proprio grazie al mio fisico che riesco a ottenere certi risultati”. Allo stesso tempo ha voluto richiamare l’attenzione sulle conseguenze che il body shaming può avere soprattutto sui più giovani: “Possono invece ferire nel profondo una ragazza o un ragazzo più sensibili“. Esposito ha ricordato inoltre che non esiste un unico modello di bellezza o fisicità al quale adeguarsi e ha condannato chi utilizza l’anonimato per insultare gli altri.
Durante la competizione in Croazia, però, Esposito ha preferito concentrarsi esclusivamente sulla pedana. “In questi giorni a Zagabria non ci ho proprio pensato troppo”, ha raccontato, aggiungendo che i risultati ottenuti le hanno permesso di lasciarsi alle spalle la vicenda. Anche tra le compagne l’argomento è stato affrontato poco perché, come ha sottolineato, “è un tema delicato che molti preferiscono non affrontare”.
A intervenire sugli attacchi è stato anche il presidente della Federazione Ginnastica d’Italia Andrea Facci, che ha definito Esposito “una ginnasta straordinaria, una poliziotta e un’atleta olimpica“ e ha puntato il dito contro i cosiddetti leoni da tastiera. Secondo Facci, nel 2026 non può esserci spazio per chi pretende di giudicare il corpo degli altri e lo sport deve difendere il diritto di ogni atleta a vivere serenamente la propria fisicità. Il presidente ha spiegato di aver aspettato la conclusione degli Europei per evitare condizionamenti esterni sulle azzurre, sottolineando che, alla luce degli attacchi subiti, “le medaglie di Manila Esposito quindi valgono doppio“.
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