Michela Rubiu è morta dopo quasi un mese di coma: la 47enne era stata colpita alla testa da un proiettile esploso dal marito a Solanas. Il decesso aggrava ora la posizione dell’uomo, già accusato di aver ucciso anche il fratello.
Michela Rubiu è morta dopo un mese di coma: il marito le aveva sparato alla testa
È
morta dopo quasi quattro settimane di coma Michela Rubiu, la 47enne raggiunta da un colpo di pistola alla testa all’alba dello scorso 23 luglio a Solanas, località costiera di Sinnai, in Sardegna. La donna, ricoverata in condizioni disperate all’ospedale Brotzu di Cagliari, non aveva mai ripreso conoscenza.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, quella mattina il marito Alessandro Pintus, 39 anni, avrebbe sparato alla moglie nei pressi del bar che i due gestivano, al culmine di un violento litigio e davanti alla figlia adolescente della donna.
Dopo l’aggressione, Pintus avrebbe raggiunto l’abitazione dei familiari a Quartu Sant’Elena, dove avrebbe ucciso anche il fratello Andrea.
Successivamente si era costituito ai carabinieri, confessando i due episodi e fornendo indicazioni per recuperare l’arma, che nel frattempo aveva nascosto. Michela lascia due figli, il più piccolo di appena 18 mesi, avuto con Pintus.
La sua morte ha provocato profondo dolore a Solanas e Sinnai, dove per settimane si era sperato in un miglioramento delle sue condizioni.
Michela Rubiu è morta dopo un mese di coma, l’accusa diventa duplice omicidio: proclamato il lutto cittadino
Il decesso della 47enne determina ora una svolta nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Cagliari. L’accusa per la sparatoria contro Michela, inizialmente formulata come tentato omicidio, dovrà essere modificata e Pintus sarà chiamato a rispondere di duplice omicidio volontario, con gli inquirenti che valutano anche l’aggravante della premeditazione.
Proseguono intanto gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Quartu Sant’Elena, del Nucleo investigativo e del Ris di Cagliari per chiarire il movente della vicenda. Sulla salma di Michela è prevista anche una perizia necroscopica affidata al medico legale Roberto Demontis, mentre resta da stabilire la data dei funerali.
La sindaca di Sinnai Barbara Pusceddu ha proclamato il lutto cittadino, parlando di un femminicidio che lascia le comunità “in uno stato di profondo sconcerto, sgomento e sincera rabbia”. La prima cittadina ha ricordato “un dolore indicibile” e sottolineato come “la tragedia di una famiglia diventa inevitabilmente la tragedia di noi tutti”. L’amministrazione ha inoltre invitato la popolazione a un momento di silenzio e riflessione per ricordare Michela e ribadire la condanna di ogni forma di violenza.
