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Minacce al sindaco Lepore: indagini e solidarietà politica

Minacce al sindaco Lepore: indagini e solidarietà politica

Dopo gli scontri per la morte di Abderrahim Fakir, il sindaco di Bologna Matteo Lepore riceve minacce online e una scritta intimidatoria in centro storico.

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore è stato al centro di una serie di minacce online e di un episodio di intimidazione fisica nel centro storico della città. Dopo gli scontri seguiti alla morte di Abderrahim Fakir, avvenuta il 20 luglio, Lepore ha ricevuto centinaia di commenti minacciosi sui social network e via email.

La situazione ha portato alla sua decisione di presentare denuncia e all’assegnazione di una scorta personale.

La tensione è ulteriormente aumentata con la comparsa di una scritta minacciosa in via Galliera, all’angolo con via dell’Orso, nel cuore del centro storico. La frase, accompagnata dal simbolo dell’anarchia, recitava: «Lepore dopo Guccini tocca a te».

Il Comune ha immediatamente disposto la rimozione della scritta e annunciato l’intenzione di presentare una denuncia-querela all’autorità giudiziaria.

Minacce online e indagini della Digos

Le indagini della Digos hanno portato all’identificazione di una ventina di persone indagate per minacce aggravate dal metodo informatico. Gli autori delle minacce, residenti sia in città che fuori regione, avrebbero agito per lo più utilizzando i propri nomi reali, senza ricorrere a profili falsi.

Al momento, non sembra esserci un’azione coordinata dietro queste minacce, ma le indagini sono ancora in corso per rintracciare altri responsabili.

La solidarietà al sindaco Lepore è arrivata da diverse forze politiche. Andrea De Maria, deputato del Pd, ha espresso indignazione e preoccupazione per le minacce ricevute, sottolineando la necessità di condannare senza ambiguità qualsiasi deriva di intolleranza. Anche Enrico Di Stasi, segretario provinciale del Pd di Bologna, ha condannato con fermezza la scritta di minacce, ribadendo l’impegno della comunità democratica a non farsi intimidire da un clima di odio e intolleranza.

Solidarietà politica e condanna delle minacce

Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega a Palazzo D’Accursio, ha espresso piena solidarietà a Lepore, condannando senza esitazioni ogni minaccia di morte e intimidazione. Di Benedetto ha sottolineato la differenza tra la sua posizione e quella di una certa sinistra, affermando che la solidarietà non deve essere selettiva in base all’appartenenza politica. Anche Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, ha espresso solidarietà a Lepore, sottolineando che la violenza e l’odio non hanno colore politico e vanno sempre condannati con fermezza.

La situazione a Bologna rimane tesa, con le autorità che continuano a monitorare la situazione e a prendere misure per garantire la sicurezza del sindaco e delle istituzioni. La città, Medaglia d’Oro della Resistenza, si trova a fronteggiare un clima di tensione che richiede l’impegno di tutte le forze politiche per essere superato.

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