La crisi migratoria a Ceuta continua a fare notizia, con l’Italia che mantiene la sospensione temporanea dell’accordo di Schengen con la Spagna. La decisione, presa quasi due settimane fa, è stata motivata dalla drastica diminuzione dei migranti nell’exclave iberica e dai rischi di infiltrazioni jihadiste.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha chiarito la posizione del governo Meloni durante un’audizione in commissione Schengen.
“Il caso di Ceuta non è una speculazione politica contro la Spagna”, ha affermato Piantedosi, sottolineando che la decisione non sarà rivista prima del 15 agosto.
Le motivazioni della sospensione di Schengen
Piantedosi ha spiegato che la sospensione è basata su solide basi oggettive e attività di controllo. “Mentre l’iniziativa dell’Italia si fonda su solide basi oggettive e attività di controllo, la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro ammissione, ad una logica ritorsiva”, ha dichiarato.
Il ripristino dei controlli alle frontiere ha già portato a tre arresti e al respingimento di 21 cittadini di Paesi terzi, di cui sei marocchini. Tuttavia, non è possibile stabilire se questi migranti provenissero dall’exclave, poiché non sono stati identificati.
Le reazioni della Spagna
La polizia spagnola ha controllato finora 3.115 viaggiatori provenienti da Paesi terzi giunti in Spagna con 273 voli in arrivo dall’Italia.
Piantedosi ha anche criticato altri Paesi europei, tra cui la Germania, che “dal 2026 ha esteso i controlli a tutti Paesi confinanti”.
Le critiche dell’opposizione
Sul fronte opposto, la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha criticato la premier Meloni: “Con la sua propaganda contro i migranti nessuno ci paga l’affitto”. Stesse parole dalla senatrice M5s in commissione Schengen, Elisa Pirro, per la quale “tra Italia e Spagna non ci sono confini terresti”.
Il leader di Avs, Angelo Bonelli, ha affermato che “i dati ufficiali di Frontex smentiscono il governo”, mentre il governatore dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale, ha dichiarato che “l’Italia, con le sue procedure, è uno dei grandi responsabili della presenza di irregolari nell’Ue”.
I numeri della crisi
Da gennaio, gli sbarchi sono calati del 55% mentre i rimpatri sono quasi raddoppiati. Dall’ottobre del 2026 ad oggi ci sono state inoltre 256 espulsioni. La tensione continua, ma il ministro Piantedosi assicura una “proficua prosecuzione dei rapporti con il collega spagnolo”.
