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Mosca rifiuta la pausa nei bombardamenti energetici

Mosca rifiuta la pausa nei bombardamenti energetici

Kremlin rifiuta la tregua energetica e punta a una pace duratura, mentre le tensioni diplomatiche si intensificano.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha chiarito che al momento non esistono comunicazioni ufficiali su una presunta tregua energetica tra Russia e Ucraina, proposta dal presidente americano Donald Trump. “I contatti sono in corso, ma non abbiamo nulla da annunciare”, ha dichiarato, aggiungendo che Mosca non vuole una semplice pausa ma una pace duratura e che è pronta a impiegare ogni mezzo per ottenerla.

Questa posizione è stata ripetuta più volte da Vladimir Putin e dai suoi collaboratori, i quali hanno sottolineato che una tregua limitata ai siti energetici non sarebbe sufficiente a risolvere le ostilità. Secondo Peskov, l’Europa, al contrario, starebbe facendo il possibile per impedire la fine del conflitto, definendola “il partito della guerra”.

Il Cremlino rifiuta la tregua energetica proposta da Trump

Peskov ha evidenziato che la richiesta di Trump di un “cessate il fuoco” sui impianti energetici non è stata accettata da Mosca. “Non vogliamo una tregua, vogliamo una pace duratura e siamo pronti a fare tutto il possibile per realizzarla”, ha ribadito, lasciando intendere che qualsiasi accordo debba includere la fine delle ostilità su tutti i fronti, non solo su quelli energetici.

Le reazioni dell’Occidente e le accuse contro l’Unione europea

Il presidente francese Emmanuel Macron, intervenuto al Salone dell’Automobile di Parigi, ha avvertito di non cedere di fronte alla minaccia russa, pur riconoscendo la necessità di un cessate il fuoco sulle infrastrutture energetiche ucraine. Il primo ministro polacco Donald Tusk, durante una conferenza sulla sicurezza a Varsavia, ha accusato la Russia di voler distruggere l’attuale architettura di sicurezza europea e ha invocato sanzioni più dure contro Mosca.

Zelensky mette pressione su Mosca: il fronte energetico

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto alle dichiarazioni di Mosca sottolineando che l’Ucraina ha ancora una sola raffineria operativa ed è disposta a mantenere una tregua energetica solo se la Russia smetterà di colpire le centrali elettriche. Dopo una serie di raid notturni che hanno provocato blackout in regioni come Dnipropetrovsk, Kharkiv e Zhytomyr, le autorità ucraine hanno avvertito che ulteriori attacchi potrebbero spingere Kiev a rispondere militarmente.

Blackout in Ucraina

Gli attacchi aerei e i droni russi hanno colpito più di dieci volte le infrastrutture energetiche di Dnipropetrovsk, lasciando migliaia di famiglie senza corrente. Gli osservatori internazionali hanno segnalato che la continuità dell’approvvigionamento energetico è ormai un elemento cruciale per la stabilità civile del paese.

Le trattative dietro le quinte e le tensioni diplomatiche

Parallelamente alle dichiarazioni pubbliche, gli Stati Uniti hanno inviato due delegati, Steve Witkoff e Jared Kushner, a Mosca per valutare la posizione di Kiev e proporre incentivi quali lo sblocco di asset russi e la ripresa delle esportazioni bielorusse di fertilizzanti. Secondo fonti diplomatiche, Mosca non ha ancora accettato alcun cessate il fuoco mentre la Casa Bianca avrebbe minacciato di sospendere il trasferimento di intelligence se l’Ucraina non interrompesse gli attacchi alle raffinerie russe.

Nel frattempo, l’Alta Rappresentante dell’UE per gli affari esteri, Kaja Kallas, ha dichiarato di accogliere con favore una possibile tregua energetica, a patto che sia rispettata da entrambe le parti. L’Unione europea continua a rafforzare le sanzioni contro il complesso militare-industriale russo, includendo quasi 1.600 persone ed entità nella lista nera.

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