L’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie) mantiene a disposizione una quantità considerevole di scorte petrolifere di emergenza e si prepara, se le condizioni del mercato lo renderanno necessario, a procedere con nuove immissioni. È quanto emerge dalla riunione dei governi membri dell’Aie del 7 ottobre, che hanno espresso il proprio sostegno ad accelerare il rilascio delle scorte già previsto nell’ambito dell’Azione collettiva del marzo 2026.
Il dato centrale riguarda le riserve ancora disponibili: i governi membri dispongono complessivamente di circa 1,1 miliardi di barili di scorte petrolifere pubbliche di emergenza, dei quali oltre 200 milioni di barili sono costituiti da gasolio. L’Aie ha ribadito di essere pronta a immettere ulteriori quantità sul mercato qualora fosse necessario.
La decisione si inserisce nel quadro delle tensioni che stanno interessando i mercati energetici internazionali e delle conseguenze della crisi dello Stretto di Hormuz, con particolare attenzione alla disponibilità di prodotti raffinati e, soprattutto, di diesel.
Petrolio, già 325 milioni di barili immessi sul mercato da marzo 2026
L’eventuale ricorso a nuove scorte arriverebbe dopo una mobilitazione già molto consistente. Nell’ambito dell’Azione collettiva avviata nel marzo 2026, sono stati infatti immessi sul mercato circa 325 milioni di barili di petrolio. Alcuni Paesi hanno inoltre messo a disposizione quantitativi superiori rispetto a quelli inizialmente promessi.
L’operazione era stata decisa dall’Aie l’11 marzo, quando i Paesi membri avevano concordato di rendere disponibili 400 milioni di barili provenienti dalle riserve di emergenza per affrontare le perturbazioni dei mercati legate al conflitto in Medio Oriente. Si è trattato della più grande azione coordinata di questo tipo nella storia dell’Agenzia.
Il completamento degli impegni assunti a marzo potrebbe quindi portare sul mercato un ulteriore quantitativo significativo, senza che sia necessario adottare una nuova azione collettiva.
Aie: altri 100 milioni di barili potrebbero arrivare sul mercato
Secondo l’Aie, il rilascio completo delle scorte che erano state promesse a marzo ma che non sono ancora state materialmente immesse consentirebbe di portare sul mercato circa 100 milioni di barili aggiuntivi. I governi membri hanno espresso il sostegno ad accelerare queste operazioni, con l’obiettivo di completarle il prima possibile.
Una particolare attenzione sarà riservata al gasolio, alla luce delle attuali condizioni del mercato. I membri dell’Aie hanno infatti sostenuto la possibilità di dare priorità, per quanto possibile, al rilascio delle scorte di diesel, considerate particolarmente importanti in una fase caratterizzata da una maggiore tensione sull’offerta.
Il quantitativo di circa 100 milioni di barili, dunque, non corrisponde necessariamente a una nuova decisione per immettere altrettante scorte oltre a quelle già concordate: si tratta soprattutto del completamento degli impegni assunti con l’Azione collettiva di marzo.
La crisi dello Stretto di Hormuz al centro della strategia energetica
La riunione dell’Aie si è svolta sullo sfondo della crisi dello Stretto di Hormuz, che ha avuto pesanti ripercussioni sui flussi internazionali di petrolio e prodotti raffinati. I governi membri hanno espresso il proprio apprezzamento per la risposta dell’Agenzia alle conseguenze energetiche della crisi e hanno ribadito l’impegno a completare l’Azione collettiva di marzo.
L’Aie ha sottolineato anche l’importanza di continuare a monitorare l’evoluzione dei mercati e di fornire ai governi analisi aggiornate. La disponibilità delle riserve rappresenta infatti uno degli strumenti attraverso i quali i Paesi membri possono attenuare gli effetti di una grave interruzione dell’offerta.
L’Agenzia ricorda che i Paesi membri sono tenuti a mantenere scorte petrolifere equivalenti ad almeno 90 giorni di importazioni nette, utilizzando diverse combinazioni di riserve pubbliche, scorte detenute da agenzie e obblighi a carico dell’industria.
Il prossimo passaggio sarà la riunione del Consiglio direttivo
Il lavoro di coordinamento non si fermerà con l’accelerazione dei rilasci già previsti. Il Segretariato dell’Aie continuerà a lavorare con i governi membri per monitorare l’attuazione dell’Azione collettiva del marzo 2026.
La situazione sarà nuovamente valutata nella prossima riunione programmata del Consiglio direttivo dell’Aie, prevista per la settimana successiva. In quella sede i governi potranno riesaminare l’andamento dei mercati, i progressi nel rilascio delle scorte e le eventuali ulteriori necessità.
Resta quindi sul tavolo anche la possibilità di ricorrere alle riserve ancora disponibili. Oltre ai circa 100 milioni di barili che potrebbero essere immessi completando gli impegni di marzo, i governi membri dispongono infatti ancora di circa 1,1 miliardi di barili di scorte pubbliche di emergenza, compresi più di 200 milioni di barili di gasolio.
