Il prezzo del gasolio torna a salire da oggi, martedì 6 ottobre 2026. È scaduto alla mezzanotte lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro e non è ancora entrato in funzione il meccanismo delle accise mobili. Eni ha così ritoccato il proprio tetto sul diesel, da 2,19 a 2,25 euro al litro. La benzina resta invece a 1,99 euro.
I primi effetti si vedono già nei prezzi medi dei carburanti rilevati dal Mimit.
Carburanti aumenta prezzo, finisce lo sconto sul gasolio
La scadenza era fissata per la mezzanotte tra il 5 e il 6 ottobre. Da quel momento è terminata la riduzione delle accise sul gasolio, pari a 6,1 centesimi al litro. Il nuovo meccanismo delle accise mobili, annunciato dal governo, però non è scattato.
Il decreto interministeriale Mase-Mef necessario per utilizzare l’extragettito Iva e ridurre le accise non compare infatti in Gazzetta Ufficiale. Lo segnala ANSA, che ricostruisce così il passaggio alla tassazione ordinaria sul gasolio. È la prima volta da marzo che non è in vigore alcun beneficio fiscale sui carburanti.
Il cambiamento arriva direttamente alla pompa.
Eni aveva introdotto il 28 settembre un price cap sul gasolio fissato a 2,19 euro al litro. Un tetto collegato, però, proprio all’agevolazione fiscale sulle accise.
Con la fine dello sconto, il limite è stato aggiornato.
Il gasolio Eni sale quindi a 2,25 euro al litro, mentre per la benzina il tetto resta a 1,99 euro. L’azienda ha precisato che il price cap rimane, ma non assorbe il ripristino delle imposte.
Carburanti, il prezzo del diesel sale: i dati alla pompa
L’aumento non si traduce ancora in un balzo equivalente su tutta la rete. Aumenta il prezzo dei carburanti? I dati del Mimit, rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti, indicano oggi una media self service di 2,043 euro al litro per la benzina e di 2,244 euro per il gasolio sulla rete stradale nazionale.
Ieri il diesel era a 2,242 euro. Due millesimi in più. Sulla rete autostradale il prezzo medio self arriva invece a 2,267 euro al litro, contro i 2,266 della rilevazione precedente.
Numeri ancora contenuti, dunque. Ma il cambio di direzione è quello che viene osservato con attenzione.
Il Codacons parla dei primi rialzi dopo la fine dello sconto e sottolinea l’interruzione della fase di ribassi registrata nei giorni precedenti. Anche l’Unione nazionale consumatori contesta il mancato avvio delle accise mobili. Massimiliano Dona, presidente dell’associazione, evidenzia che per ora l’aumento è limitato: circa 5 centesimi per un pieno di 50 litri in autostrada e 10 centesimi sulla rete ordinaria, sulla base delle medie Mimit.
Intanto il quadro resta aperto. Lo sconto è finito, il nuovo meccanismo fiscale non è ancora partito e le compagnie continuano ad applicare i propri interventi sui prezzi.
Per chi deve fare rifornimento, però, la differenza è già concreta: il gasolio costa di più rispetto a ieri.
