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Berlusconi contro Salvini: “Sbaglia su sforamento del 3% deficit/Pil”
Politica

Berlusconi contro Salvini: “Sbaglia su sforamento del 3% deficit/Pil”

Berlusconi difende Fazio
Berlusconi difende Fazio

Le elezioni europee 2019 si avvicinano e Silvio Berlusconi attacca direttamente Matteo Salvini in merito alle sue idee di politica economica.

Silvio Berlusconi bacchetta Matteo Salvini in merito al possibile sforamento del tetto del 3 per cento deficit/PIL. “Sono contrario perché questo fa aumentare il debito pubblico e sono 40mila euro che gravano su spalle di ogni italiano” chiarisce quindi il leader di Forza Italia, in campagna elettorale per le europee 2019.

Ripristinare il centrodestra

“Sento come un dovere ripristinare il centrodestra. Bisogna tornare alle elezioni e dare vita a un nuovo governo” chiarisce Silvio Berlusconi, tornato in forma dopo il recente intervento chirurgico e in piena campagna elettorale per le europee di maggio 2019.

Nel corso della trasmissione “Stasera Italia” andata in onda il 15 maggio, l’ex premier ribadisce infatti come “i componenti di questo governo litigano tutti i giorni, – aggiungendo – ci sono oltre trenta questioni su cui Lega e M5S la pensano in maniera opposta. Non possono andare avanti a far male al Paese e agli italiani”.

Deficit / PIL

Il leader di Forza Italia poi bacchetta direttamente Matteo Salvini che non nasconde l’idea di sforare nella prossima manovra il tetto del tetto del 3 per cento del debito/PIL con l’obiettivo di utilizzare tali risorse per finanziare i tagli fiscali.

Il primo no a tale politica economica è arrivato dal ministro Giovanni Tria che ha chiarito: “Il deficit può coprire solo investimenti o esigenze temporanee. Una famiglia si indebita per comprare casa, non per pagare l’affitto. Tradotto in termini di finanza pubblica, significa che spese strutturali non possono essere finanziate a debito, mentre gli investimenti pubblici sì”.

Gli fa eco Silvio Berlusconi, il quale puntualizza dopo una domanda di Barbara Palombelli: “Non credo sia questa la via da seguire: non bisogna andare oltre il 3% del rapporto deficit-Pil, perché questo fa aumentare il debito pubblico e sono 40mila euro che gravano su spalle di ogni italiano”. Al contrario, l’ex presidente del Consiglio si dice favorevole alla flat tax, ma solo se è davvero “una tassa piatta per famiglie e imprese”.


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