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Ddl Smart Working 2020, in cosa consiste e cosa prevede

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In Senato è stato depositato il Ddl sullo Smart Working che stabilisce alcuni paletti sulle modalità di lavoro nel settore privato. 

Ddl Smart Working
Ddl Smart Working

Da tempo si sente parlare di Smart Working e dei suoi vantaggi specie durante questo periodo di pandemia. Del resto ormai, tutti o quasi disponiamo di un PC e di una connessione Internet. Se da un lato questa modalità di lavoro, è sulla bocca di tutti, dall’altro lato c’è molta confusione al riguardo.

Questo ha portato a delle modalità di esecuzione non proprio conformi ai diritti sindacali. Per questo motivo, a fine maggio, è stato depositato in Senato, il Ddl sullo Smart Working. Questo disegno di legge va a delineare come avverrà l’esecuzione della prestazione lavorativa.

Ddl Smart Working, cosa comporta

Questo disegno di legge, contiene delle misure che, da tempo, sindacati e imprese hanno chiesto a gran voce al fine di far chiarezza su tutti gli aspetti che riguardano la reperibilità, gli orari di lavoro e il riposo del lavoratore.

“Questo testo, che a brevissimo convocherà le parti sociali per un tavolo di confronto, potrebbe costituire, una volta approfondito, la base per iniziare l’iter legislativo”, ha dichiarato il ministro del lavoro Nunzia Catalfo. Un disegno di legge, quindi che promette di delineare attraverso il riordino delle modalità di lavoro, il delicato equilibrio tra sfera privata e sfera lavorativa. Uno stile di vita, che si rivela ogni giorno fonte di stress per chi lo vive.

Orari di lavoro e riposo: le misure previste

Orario di lavoro non superiore alle 13 ore giornaliere, riposo minimo di 11 ore o di 48 ore se si lavora per cinque giorni consecutivi. Queste sono solo alcune delle misure previste dal nuovo Ddl sullo Smart Working.

In aggiunta, è previsto che il lavoratore effettui delle pause di circa 15 minuti ogni 120 minuti davanti al monitor, salvo diversa predisposizione contrattuale.

Infine, ultimo ma non meno importante, sarà mantenuta la tutela in caso di malattia e infortunio e la sorveglianza sanitaria, analogamente al lavoro svolto in sede.

Nata a Verona il 3 settembre del 1989, sono cresciuta con la passione per il volontariato e la musica. Questa passione mi ha portata a studiare al liceo delle scienze sociali a indirizzo musicale al Liceo Carlo Montanari a Verona. Mi laureo in seguito in lingue per il turismo e il commercio internazionale presso l'università degli studi di Verona e scrivo una tesi di laurea sulla musica d'ambiente nelle strategie di marketing sensoriale. Ho inoltre collaborato nel ruolo di segretaria organizzativa in occasione di alcuni eventi internazionali come il Tocatì, Festival internazionale dei giochi di strada e come content editor in alcuni progetti di volontariato del mio territorio. Al momento gestisco un piccolo blog musicale dal titolo 432 hertz e collaboro con diversi magazine scrivendo articoli di musica, cultura e spettacolo.


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Valentina Mericio

Nata a Verona il 3 settembre del 1989, sono cresciuta con la passione per il volontariato e la musica. Questa passione mi ha portata a studiare al liceo delle scienze sociali a indirizzo musicale al Liceo Carlo Montanari a Verona. Mi laureo in seguito in lingue per il turismo e il commercio internazionale presso l'università degli studi di Verona e scrivo una tesi di laurea sulla musica d'ambiente nelle strategie di marketing sensoriale. Ho inoltre collaborato nel ruolo di segretaria organizzativa in occasione di alcuni eventi internazionali come il Tocatì, Festival internazionale dei giochi di strada e come content editor in alcuni progetti di volontariato del mio territorio. Al momento gestisco un piccolo blog musicale dal titolo 432 hertz e collaboro con diversi magazine scrivendo articoli di musica, cultura e spettacolo.

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