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Positivo al covid esce a fare la spesa: denunciato e multato dopo una segnalazione

Positivo al covid esce a fare la spesa: denunciato e multato un uomo che ora rischia anche una incriminazione per epidemia colposa

Era a fare spesa: toscano denunciato

Positivo al covid esce a fare la spesa: denunciato e multato dalla polizia, che lo intercetta ancora con i sacchetti della spesa imbracciati. La segnalazione è arrivata alla centrale operativa del comando della polizia municipale di Rosignano, in provincia di Livorno.

Evidentemente qualcuno era al corrente delle condizioni dell’uomo, cioè della sua positività al coronavirus, ed ha pensato bene di allertare le forze dell’ordine. L’uomo infatti, secondo norma, era obbligato ad osservare l’isolamento domiciliare, ma evidentemente stava ignorando quella elementare ma fondamentale regola. Il fermato non ha provato a dissimulare le sue fattezze, come accaduto in circostanze analoghe e per altri deplorevoli casi censiti.

Positivo al covid esce per la spesa: intercettato

Dopo la segnalazione e la presa in carico da parte della pattuglia l’uomo è stato quindi notato dagli agenti mentre rientrava in casa con alcune buste della spesa. Solo pochi giorni fa, sempre in Toscana, c’era stato un episodio simile. In buona sostanza e senza alcuna remora si era recato nei vicini negozi per comprare alimenti. A quel punto sono scattate intercettazione, identificazione, multa e denuncia. Una denuncia che si è sostanziata in punto di diritto per violazione dell’articolo 260 del Testo Unico delle Leggi sanitarie.

Cosa vuol dire? Che semplicemente l’uomo “non osservava un ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva”. 

Denuncia e sospetto di epidemia colposa

Attenzione, si tratta di una violazione per cui è previsto l’arresto da 3 a 18 mesi e una multa da 500 a 5mila euro. A questo punto resta da capire se l’uomo abbia avuto contatti stretti con altre persone, soprattutto fra gli addetti alla cassa o al banco del negozio di alimentari che ha visitato.

Questo non solo da un punto di vista sanitario, ma anche giuridico, per  ipotizzare cioè a suo carico una eventuale violazione all’articolo 453 del Codice penale, quello che disciplina l’epidemia colposa.

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