Il 23-06-2026, a Muscat si è svolto il primo incontro formale tra Oman e Iran volto ad affrontare la gestione dello Stretto di Hormuz. La riunione ha segnato l’avvio del Comitato Congiunto di Hormuz istituito per coordinare aspetti operativi e giuridici legati al transito marittimo in una delle vie di navigazione più strategiche al mondo.
Il contesto dell’incontro è stato indicato come conseguenza dell’intesa prevista dal Memorandum d’intesa di Islamabad con gli Usa nonché della necessità di tutelare i diritti sovrani degli Stati rivieraschi.
Nei toni ufficiali della nota diffusa dopo l’incontro, si è voluta ribadire l’importanza del rispetto del diritto internazionale nella regolazione del traffico attraverso lo stretto e la salvaguardia della sovranità nazionale delle parti coinvolte.
A definire gli scenari futuri è stata annunciata la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto tra i due ministeri degli esteri per proseguire i colloqui su modalità operative, servizi marittimi e criteri economici correlati alla navigazione.
Primo incontro a Muscat e dichiarazioni ufficiali
Secondo quanto riportato nelle dichiarazioni ufficiali, “Durante il viaggio a Muscat, si è tenuto il primo incontro” del Comitato Congiunto di Hormuz con Abdulaziz Al-Hinai Ministro di Stato per gli Affari Esteri dell’Oman.
Il vice ministro degli esteri iraniano, Kazem Gharibabadi ha precisato su una piattaforma social che, “Nel corso della discussione sulle questioni attuali relative allo Stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla futura gestione dello Stretto nel quadro del paragrafo cinque del Memorandum d’intesa di Islamabad e dei diritti sovrani degli Stati costieri“.
Queste parole sottolineano come il confronto non sia solo tecnico ma anche legale e politico: il riferimento al paragrafo cinque del Memorandum indica che il dialogo segue precise linee guida concordate tra le parti coinvolte. La scelta di svolgere il primo incontro a Muscat riflette il ruolo centrale dell’Oman come attore regionale che ospita e media le trattative.
Obiettivi del gruppo di lavoro e ambito delle discussioni
L’intesa raggiunta prevede la creazione di un gruppo di lavoro congiunto tra i ministeri degli esteri di Oman e Iran con l’obiettivo di definire: i criteri per la gestione della navigazione nello Stretto di Hormuz i servizi marittimi da offrire alle navi in transito e le modalità di determinazione dei relativi costi, in conformità con gli standard internazionali. Le parti hanno anche concordato di estendere il confronto agli altri Stati rivieraschi e a ogni parte interessata nella regione.
Nella nota congiunta è stato poi ribadito che “Tutti gli accordi relativi allo Stretto di Hormuz devono rispettare pienamente la sovranità e i diritti sovrani dei due Stati costieri dello Stretto“. Questo passaggio evidenzia come ogni misura futura dovrà conciliare esigenze di sicurezza marittima con prerogative territoriali e giurisdizionali, bilanciando interessi regionali e norme del diritto internazionale.
Coinvolgimento regionale e interlocuzioni future
Oltre agli aspetti strettamente bilaterali, il percorso delineato implica il coinvolgimento degli altri Paesi che si affacciano sullo Stretto. L’avvio di contatti con gli Stati rivieraschi mira a costruire una piattaforma più ampia per la gestione condivisa dei servizi e per la definizione di regole operative comuni. Il processo sarà probabilmente tecnico e diplomatico, con incontri specialistici del gruppo di lavoro e successivi negoziati multilaterali.
Il quadro disegnato dalle parti lascia intendere che la cooperazione avrà valenza pratica: non solo dichiarazioni politiche, ma negoziazioni su elementi concreti come le modalità di controllo del traffico, la sorveglianza marittima e la definizione di tariffe o contributi per servizi portuali e di sicurezza.
La creazione del Comitato Congiunto e del gruppo di lavoro definisce una roadmap precisa per le interlocuzioni successive, che vedranno coinvolti anche altri Stati della regione e soggetti internazionali interessati alla sicurezza e alla libertà di navigazione in una rotta marittima strategica.
