Hollywood, produttrice si suicida dopo il caso Weinstein
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Hollywood, produttrice si suicida dopo il caso Weinstein

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Caso Weinstein, si è suicidata Jill Messick, ex agente di Rose McGowan. La donna era stata accusata dall'attrice di averla invitata a tacere

Il caso Weinstein si macchia di un drammatico episodio. Jill Messick, produttrice di Hollywood ed ex agente di Rose McGowan (una delle alfiere del movimento contro Weinstein) si è suicidata. L’attrice l’aveva accusata di averla spinta, a suo tempo, a tacere delle molestie subite dal produttore. Adesso la famiglia di Jill Messick accusa Harvey Weinstein, Rose McGowan e la stampa di averla spinta a compiere questo estremo e tragico gesto.

Caso Weinstein suicidio

Adesso, nel grave caso Weinstein abbiamo anche una morte. Jill Messick, produttrice cinematografica 50enne, ha perso la sua guerra contro la depressione e ha deciso di togliersi la vita. Il suo nome era saltato fuori nella bufera che mise in luce le molestie sessuali di Harvey Weinstein. Tra le principali vittime dell’importante produttore cinematografico c’era anche Rose McGowan, un nome importante, non più solo per la carriera cinematografica di successo. Jill Messick è stata infatti agente dell’attrice. Nella tempesta che è scaturita dalle accuse di molestie nei confronti di Harvey Weinstein, la donna suicida è stata accusata da Rose McGowan di averla invitata a non denunciare nulla e a tacere.

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Accuse dei parenti

I parenti di Jill Messick, però, non ci stanno ed accusano la stampa, Harvey e Weinstein e Rose Mcgowan di averla spinta al suicidio.

Secondo loro, Jill è stata la prima ad alzarsi in piedi per proteggere Rose e lei ha mai utilizzato la parola stupro nella loro conversazione. Nonostante ciò, secondo i parenti, Jill riconobbe che Harvey avesse fatto qualcosa di sconveniente, se non illegale. Andò quindi immediatamente dai suoi capi per raccontare quanto accaduto. “I successivi accordi tra Rose e Harvey vennero negoziati senza che lei ne sapesse niente. Lei seppe solo che la questione era chiusa e Rose continuava a fare film per lui. Non ha mai conosciuto altri dettagli sino a poco tempo fa, quando è stata Rose a renderli pubblici”.

Il vedere il proprio nome scritto sopra i giornali riguardo il caso Weinstein, avrebbe innescato un devastante effetto su Jill Messick. La donna ha tuttavia scelto di non difendersi, e di tacere dinanzi alle frasi diffamatorie di Rose McGowan. Questo per paura di nuocere alle altre donne che si erano fatte avanti per far sapere la verità.

Testimonianza di Rose McGowan

Il racconto di Rose McGowan su Jill Messick riguardo il caso Weinstein e di tutt’altro tenore. All’inizio, l’attrice aveva affermato che la sua manager l’aveva abbracciata. Tuttavia, le cose sarebbero cambiate quando Jill Messick ha ottenuto un posto alla Miramax di Harvey Weinstein. Rose McGowan ha scritto nel libro Brave che la Messick le avrebbe caldamente consigliato di tacere e non denunciare per favorire la sua carriera di attrice. A queste parole, la reazione della McGowan è stata quella di vomitare, si sentiva come “dentro una casa degli specchi, e tutti gli specchi riflettevano i miei orrori. Il consiglio del mio manager è stato quello di sopprimere tutto e la cosa mi ha fatto impazzire ancora di più. Come poteva non saperlo? E se lo sapeva, come poteva una delle persone della quale mi fidavo aver permesso che la mia vita venisse schiacciata? Ero terrorizzata”.

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