Il nuovo Codice della Strada si prepara a cambiare volto: dalla patente B a 17 anni alle multe più proporzionate, passando per nuove regole per motociclisti, rider e veicoli non assicurati. Il Mit ha inviato la bozza di riforma a oltre cento associazioni per completare il confronto.
Codice della Strada, sanzioni e sicurezza stradale: le principali novità della riforma di Salvini
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha trasmesso a oltre cento associazioni e operatori del settore una nuova bozza di lavoro per completare la revisione del Codice della Strada voluta dal ministro Matteo Salvini. Il confronto punta a definire un testo che tenga insieme le esigenze degli automobilisti e la sicurezza della circolazione. Tra le ipotesi figurano un sistema di sanzioni più proporzionato, nuove regole per motociclisti e cicli a propulsione, maggiori controlli sui veicoli non assicurati e abbandonati e il recepimento delle nuove norme europee sulla patente.
Uno dei capitoli centrali riguarda la revisione delle sanzioni, che dovrebbero essere commisurate in maniera più diretta alla gravità della violazione. Per gli eccessi di velocità viene ipotizzato un sistema progressivo: sulle autostrade e sulle principali strade extraurbane la multa aumenterebbe di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite, mentre sulle strade urbane l’incremento sarebbe di 5 euro per ogni chilometro in più.
L’obiettivo è rendere le contravvenzioni meno vessatorie, concentrando le penalizzazioni maggiori sulle condotte più pericolose.
La bozza prevede inoltre di evitare l’adeguamento automatico delle multe all’inflazione, consentendo un eventuale aumento soltanto quando l’incremento dei prezzi supera il 5%. Cambiano anche le regole per la riscossione: le sanzioni non pagate dagli stranieri potranno essere recuperate nei cinque anni successivi alla violazione, anche attraverso la riscossione coattiva nei confronti di chi circola in Italia con il veicolo coinvolto nell’infrazione. Prevista una procedura più semplice per chiedere l’annullamento dei verbali errati e maggiore flessibilità in caso di piccoli errori nel pagamento. Per gli accertamenti effettuati da remoto, inoltre, il termine per notificare la multa potrebbe scendere da 90 a 30 giorni.
Particolare attenzione viene riservata anche ai veicoli privi di assicurazione e a quelli abbandonati. I controlli saranno rafforzati attraverso l’integrazione delle banche dati della Motorizzazione e, in caso di mancata regolarizzazione di un mezzo non assicurato, potrebbe scattare direttamente il sequestro al primo controllo. I proventi delle contravvenzioni dovrebbero poi essere destinati maggiormente alla sicurezza: il 70% andrebbe all’ente proprietario della strada per interventi sulle infrastrutture, mentre il restante 30% sarebbe destinato all’ente accertatore per le attività di controllo e notifica.
Codice della Strada, dalla patente a 17 anni alla corsia di emergenza: cosa cambia con la riforma
Tra le novità più rilevanti c’è l’abbassamento dell’età per la patente B a 17 anni, in attuazione delle direttive europee che l’Italia dovrà recepire entro la fine del 2027. La proposta modifica anche le modalità della guida accompagnata: i titolari di patente A1 e B1 potranno iniziare a fare pratica già a 16 anni. A 17 anni sarà inoltre possibile condurre determinati veicoli pesanti senza rimorchio appartenenti alle categorie C1 e C, a determinate condizioni e con la Cqc. Per affrontare la carenza di autotrasportatori, viene ipotizzata anche la possibilità di guidare mezzi che richiedono la patente C prima del conseguimento effettivo della Cqc, purché si sia iscritti a un corso di qualificazione iniziale.
Spazio anche alla tutela dei motociclisti. In caso di incidente o di forti rallentamenti sulle autostrade, le due ruote potrebbero essere autorizzate a utilizzare la corsia di emergenza, lasciando comunque la precedenza ai mezzi di soccorso. Per i motocicli viene inoltre proposta una riduzione del 50% delle sanzioni per divieto di sosta. Sulle autostrade e superstrade a tre corsie potrebbe poi essere introdotta la circolazione per file parallele, rendendo possibile il sorpasso a destra in determinate condizioni.
Novità anche per la micromobilità: per i cicli a propulsione, utilizzati frequentemente anche dai rider per le consegne, si valuta l’introduzione dell’obbligo di casco e contrassegno. Per le persone con disabilità, invece, i Comuni potrebbero essere obbligati ad aderire alla piattaforma nazionale Cude, il Contrassegno europeo di parcheggio. In caso di mancata adesione, le amministrazioni non potrebbero utilizzare sistemi elettronici di rilevamento a distanza per accertare le violazioni relative agli spazi riservati ai disabili e alle Ztl.
La riforma punta dunque a intervenire su diversi aspetti della mobilità, dalle modalità di applicazione delle multe alla sicurezza delle strade, passando per le nuove regole sulla patente e una maggiore tutela delle categorie più esposte ai rischi della circolazione.
