Durante una conferenza sulla sicurezza nazionale a Copenaghen, Josefine Christensen analista capo del servizio di intelligence danese (PET), ha segnalato che Russia ha cambiato rotta nella sua guerra ibrida passando da un ampio spettro di azioni di sabotaggio a colpi mirati contro le aziende danesi che forniscono armamenti all’Ucraina. L’intervento, avvenuto in primavera, è stato più di una semplice fase di pianificazione: le operazioni sono passate a esecuzioni concrete già all’inizio dell’estate.
Crescita delle operazioni di sabotaggio russo in Danimarca
Secondo Christensen, la strategia russa ha subito una revisione dopo aver constatato che gli attacchi di vasta porta non erano riusciti a frenare il sostegno della NATO a Kiev. «Quello che abbiamo osservato in primavera era molto pianificato, ma poco attuato; all’inizio dell’estate si è passati a una notevole intensificazione», ha affermato.
Il PET specifica che Mosca mira ora a obiettivi con un impatto diretto sul fronte, puntando su produzione di armamenti e catene di approvvigionamento cruciali. Un elenco divulgato dal Ministero della Difesa russo ad aprile indicava diversi produttori europei di droni e componenti come potenziali bersagli militari, ma i dettagli non sono stati resi pubblici.
Metodi di reclutamento e profili dei collaboratori
Le indagini mostrano che Russia utilizza sempre più proxy non addestrati tra cui senzatetto e persone con dipendenze, reclutati tramite Telegram e altri canali social. Il percorso tipico parte da compiti a bassa soglia, come la ricognizione fotografica o la raccolta di informazioni, per poi evolvere verso azioni di sabotaggio vero e proprio. «Potrebbe essere chiunque in cerca di denaro veloce», ha spiegato Christensen. «Se il primo soggetto fallisce, ne verrà inviato un altro finché l’obiettivo non sarà raggiunto».
Reazioni danesi e scenari futuri
Il governo ha già condannato gli attacchi, definendo l’incursione di droni di – che ha paralizzato il traffico a sei aeroporti danesi, incluso Copenaghen il più trafficato del Nord – un attacco ibrido contro la nazione. La prima ministra Mette Frederiksen ha descritto l’accaduto come una minaccia alla sovranità. Parallelamente, il servizio di difesa dell’intelligence danese ha avvertito che, dopo l’incidente di agosto a Leipzig/Halle Airport attribuito a Mosca, la pressione su infrastrutture occidentali è destinata a crescere nei prossimi mesi. Nonostante le negazioni dell’ambasciata russa a Copenaghen, le prove raccolte dal PET indicano una crescita della sfida operativa russa, con conseguenze potenziali per l’intera regione nordica.
Le autorità danesi stanno rafforzando le misure di sicurezza e monitorando attentamente i canali di reclutamento digitale, ma l’incertezza resta alta, soprattutto alla luce delle recenti dimostrazioni di capacità offensive aeree.
