> > Selfie di Amanda Knox a Perugia e l’ultima fase del processo Sollecito

Selfie di Amanda Knox a Perugia e l’ultima fase del processo Sollecito

Selfie di Amanda Knox a Perugia e l’ultima fase del processo Sollecito

Amanda Knox ritorna a Perugia con un selfie, mentre Sollecito affronta l’ultimo turno di giudizio a Firenze.

Quindici anni fa il processo di Perugia aveva condannato Amanda Knox a 26 anni per l’omicidio di Meredith Kercher, per poi cancellare la condanna con una assoluzione definitiva. In occasione dell’anniversario, la cittadina statunitense ha deciso di tornare al luogo simbolico dei tribunali, pubblicando un selfie sul suo profilo X dove si vede alle spalle la sede in cui si erano svolti i dibattimenti di primo e secondo grado.

Amanda Knox fa ritorno al tribunale di Perugia

Nel suo breve messaggio, la ex giornalista ricorda le proteste che avevano accompagnato la sua condanna: “Vergogna” era lo slogan gridato da alcuni spettatori. L’immagine, scattata durante una delle sue visite in Italia, è accompagnata da un commento in cui Knox afferma di aver attraversato Venezia, Milano e Roma “a testa alta”, mettendo in luce la sua volontà di ricomporre i legami con il Paese che aveva vissuto per anni.

Il ricordo del cappellano don Saulo

Accanto al selfie, Knox ha condiviso una fotografia con don Saulo il cappellano del carcere di Perugia, descrivendo il sacerdote come “colui che mi ha tenuto per mano in quegli anni quando la mia famiglia non poteva”. Il riferimento sottolinea il ruolo umano che il religioso aveva avuto nella sua vita durante la detenzione, aggiungendo una nota personale al ritorno pubblico.

L’ultima fase dell’appello bis di Raffaele Sollecito a Firenze

Nel frattempo, a meno di due settimane dalla decisione attesa del tribunale di Firenze il compagno di Knox, Raffaele Sollecito, continua a ribadire la propria innocenza. Il 20 gennaio, in aula, il suo avvocato perugino Luca Maori ha nuovamente presentato l’alibi basato su prove digitali ricavate dal computer di Sollecito, sostenendo che il giovane pugliese fosse impegnato a guardare il film francese “Il meraviglioso mondo di Amélie” e, successivamente, l’episodio del cartone giapponese “Naruto”.

Le tracce informatiche a sostegno dell’alibi

Secondo la difesa, alle ore 21:00 il file del film è stato spostato dal desktop a una cartella denominata “Film visti”; alle 21:26, sempre sul medesimo computer, è stato aperto il file di “Naruto”. La polizia postale ha confermato questi movimenti, suggerendo che Sollecito fosse impegnato nella visione di contenuti scaricati da Internet al momento in cui il deliberato omicidio avveniva a Perugia.

Richieste del pubblico ministero e possibili misure cautelari

Il sostituto procuratore di Firenze, Alessandro Crini, ha richiesto che, in caso di condanna, vengano adottate misure restrittive sia per Amanda Knox che per Raffaele Sollecito. Le opzioni discusse vanno dal divieto di espatrio fino all’arresto, con una particolare preoccupazione riguardo al rischio di fuga di Sollecito verso Santo Domingo. Knox, attualmente negli Stati Uniti, ha dichiarato di non volere un ritorno in Italia, ma la corte dovrà decidere entro il 30 gennaio.

Il caso continua a suscitare forte attenzione mediatica e opinioni contrastanti, dimostrando come, anche più di un decennio dopo gli eventi originali, i protagonisti rimangano al centro di dibattiti legali, sociali e culturali.

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