Il futuro di Sigfrido Ranucci in Rai resta al centro del confronto interno all’azienda. Il giornalista, alla guida di Report dal 2016, non esclude un cambiamento ma respinge l’ipotesi di un incarico che possa rappresentare un passo indietro nella sua carriera. Intanto, secondo quanto apprende Adnkronos, l’amministratore delegato Giampaolo Rossi starebbe lavorando a tre possibili proposte, tutte accomunate dal ritorno di Ranucci all’interno di una testata giornalistica.
Le tre proposte della Rai e la carriera del giornalista Sigfrido Ranucci
Secondo quanto riferisce Adnkronos, in queste ore Giampaolo Rossi starebbe definendo, insieme alle direzioni coinvolte e all’ufficio legale, tre possibili incarichi alternativi all’attuale vicedirezione ad personam degli Approfondimenti. Il punto comune sarebbe il ritorno di Ranucci in una testata giornalistica, anche se resta da chiarire se il nuovo ruolo avrà carattere operativo oppure conserverà una formula ad personam.
Ranucci si dice comunque sereno: «Non sono preoccupato, sono tranquillissimo perché ho la coscienza a posto». Ha ricordato i suoi 35 anni in Rai, iniziati senza, sostiene, sponsor politici o sindacali, citando Roberto Morrione e Milena Gabanelli tra le figure decisive per il suo percorso. Ha inoltre rivendicato i riconoscimenti ottenuti da Report e le oltre 240 tra citazioni, querele e mediazioni affrontate nel corso degli anni, sottolineando i rischi corsi personalmente, dalla famiglia e dagli inviati.
Il giornalista è entrato in Rai nel 1997 come redattore a Rai International, passando due anni dopo a Rai News 24, dove nel 2001 è diventato inviato speciale. Dal 2006 ha lavorato a Rai 3 e a Report, prima come autore e poi, dal 2013, come caporedattore. Nel dicembre 2016 ha raccolto l’eredità di Milena Gabanelli alla conduzione. Nel 2020 è diventato responsabile dell’unità “Informazione, ReportLab”, dedicata anche alla formazione di giovani giornalisti d’inchiesta, mentre dal febbraio 2022 ricopre l’incarico di vicedirettore ad personam della Direzione Approfondimento.
Sigfrido Ranucci e il futuro in Rai, ipotesi addio a Report: “Hanno già tentato di mandarmi via”
A margine della tappa di Cerveteri del tour Diario di un trapezista, Ranucci ha affrontato apertamente il tema della sua permanenza a Report. Alla domanda sulla possibilità di restare alla conduzione del programma, ha risposto: «Non credo sia questa l’intenzione» della Rai. Un eventuale ridimensionamento o trasferimento, ha spiegato, sarebbe per lui «un tornare indietro». Il giornalista attende ora di conoscere le alternative dell’azienda: «Vediamo quali sono le offerte che faranno e farò le mie valutazioni». Una scelta che Ranucci lega anche alla propria storia personale e professionale, ricordando quanto vissuto dalla sua famiglia, «compresa la bomba sotto casa». Sull’eventualità di trovare qualcosa di meglio di Report ha invece ironizzato: «Forse c’è uno spazio informativo dentro Sanremo? Però la vedo dura».
Ranucci sostiene inoltre che non sarebbe il primo tentativo di allontanarlo: «Non è la prima volta che tentano di mandarmi via». Ha ricordato la richiesta di licenziamento dopo il ritrovamento, nel 2000, dell’intervista a Paolo Borsellino, quindi l’inchiesta su Fallujah del 2005 e successivamente il caso dell’Autogrill. Sul futuro della trasmissione ha difeso la squadra costruita negli anni, sottolineandone la lealtà verso il pubblico e il programma: «Non vedo perché bisognerebbe ricorrere a figure esterne che non hanno la memoria di Report».
Ranucci è intervenuto anche sull’inchiesta relativa all’attentato ai suoi danni, per il quale è in carcere Valter Lavitola, indicato dai magistrati come mandante. Quanto ai rapporti con Lavitola, ha precisato che, se avesse avvertito un pericolo concreto nelle sue parole, lo avrebbe denunciato. Sul resto mantiene il riserbo: ciò che ha da riferire, ha concluso, viene comunicato agli inquirenti «per rispetto ai magistrati».
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