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Los Angeles Lakers campioni NBA: vittoria numero 17 per i gialloviola

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Dopo una serie bellissima e tiratissima, i californiani vincono la serie per 4-2 , James MVP delle Finals per la quarta volta in carriera.

Los Angeles Lakers campioni NBA

L’attesa è finalmente giunta al termine, i Los Angeles Lakers sono campioni NBA, 10 anni dopo l’ ultimo titolo conquistato dalla franchigia gialloviola. La bolla di Orlando consegna il suo ultimo verdetto dopo una serie che passerà sicuramente agli annali del basket.

Onore al merito ai Miami Heat che hanno dato veramente tutto (e forse anche qualcosa di più), ma James e soci si sono semplicemente dimostrati più forti e hanno chiuso gara 6 sul 106-93 e la serie sul definitivo 4-2. Lebron James chiude con una tripla doppia da 28 punti, 14 rimbalzi e 10 assist e ottiene il quarto premio come MVP delle finali, entrando anche nella ristrettisima cerchia di giocatori capaci di vincere il titolo con 3 squadre diverse.

Los Angeles Lakers campioni NBA

La squadra di Coach Vogel parte fortissimo e fa intuire il ritmo che sarà imposto per tutta la partita, ma Miami non ci sta e cerca in tutti i modi di rimanere ancorata alla partita , il finale del primo quarto dice 28-20 per i Lakers con James che chiude un gioco da tre punti sul +5. Nel secondo quarto gli Heat mandano in campo anche Goran Dragic, ancora malconcio dopo l’infortunio di gara 1, ma il ritmo dei Lakers è quasi insostenibile a tratti, con Rajon Rondo che sale in cattedra con un apporto fondamentale, alla pausa lunga il punteggio è 64-36, esemplificazione della superiorità dei californiani nel pitturato e in contropiede.

Per gli Heat sembra notte fonda e le statistiche sono impietose: 13 canestri da due e solo 5 liberi realizzati su 12 tentativi. Il secondo tempo è un countdown verso la vittoria , con i Laker che si limitano a gestire per lunghi tratti arginando ogni possibile tentativo di rimonta , arrivando anche a +36. Nell’ultimo quarto Miami cerca di buttare in campo tutte le risorse , ma serve solo a rendere meno amara la sconfitta.

Il finale dice 106-93 e Lakers campioni per la 17esima volta nella loro storia.

Il re, Lebron James

Il simbolo di questa stagione non può che essere lui, Lebron James. A 35 anni suonati il fenomeno di Akron dimostra ancora una volta di essere il più forte della lega, con buona pace dei detrattori. Perchè vincere tre titoli con 3 squadre diverse come li ha vinti lui, non lo ha mai fatto nessuno, ovvero da leader e trascinatore.

Quarto titolo in carriera e quarto MVP delle Finali, nessuno ci era mai riuscito prima. In una serie dove in realtà non è stato sempre dominante, negli ultimi due incontri ha svoltato dando l’ennesima prova di una superiorità senza eguali. Gara 6 ha visto il Re chiudere con una tripla doppia da 28 punti, 14 rimbalzi e 10 assist. A onor del vero va sottoineato l’apporto dei suoi gregari, senza i quali il titolo non sarebbe probabilmente arrivato, ovvero Anthony Davis, Rajon Rondo (19 punti a testa) e Alex Caruso, spesso criticato ma decisivo quando è servito.

La dedica a Bryant

Immancabile e doverosa la dedica a Kobe Bryant e alla figlia Gianna, scomparsi lo scorso 28 Gennaio in un tragico incidente. Sicuramente la voglia di dedicare un titolo tanto atteso ad una leggeda dei Lakers, scomparsa troppo presto è stato lo stimolo che ha guidato Los Angeles per tutta la stagione. A più riprese James e soci hanno rivolto i loro pensieri all’ex compagno e avversrio di tante partite e lui sicuramente da lassù si sarà goduto questa vittoria.

Onore delle armi per Miami

Altrettanto doverosa è una menzione per gli sconfitti Miami Heat. Considerati avversario facilmente battibile alla viglia della serie finale, la franchigia della Florida ha dimostrato di essere invece una squadra coriacea e grintosa trascinata da Jimmy Butler e Goran Dragic, grande assente causa infortunio in questa serie finale. Coach Spoelstra non ha rimpianti come sottolineato in conferenza stampa, ma ha solo parole di elogio per i suoi giocatori capaci di gettare il cuore oltre l’ostacolo e andare ben oltre le aspettative di inizio stagione.

La stagione più lunga va finalmente in archivio in un anno che sicuramente sarà ricordato a lungo per tutte le emozioni vissute, dal lockdown alla decisione della bolla di Orlando per finire la stagione quando sembrava difficilmente concludibile


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