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Strage familiare a Roma: il racconto choc del figlio sopravvissuto al massacro

Strage familiare a Roma: il racconto choc del figlio sopravvissuto al massacro

Un giovane sopravvive alla strage familiare nella periferia di Roma: tre vittime e un conoscente della famiglia ricercato dagli inquirenti.

La strage a Roma ha sconvolto la periferia nord-ovest della città, dove un’intera famiglia è stata uccisa all’interno della propria abitazione. Nella tragedia, il figlio maggiore è l’unico sopravvissuto, seppur gravemente ferito. Secondo le prime ricostruzioni, il caso sarebbe legato a una persona conosciuta dalla famiglia, ora ricercata, mentre gli investigatori lavorano per chiarire dinamica e movente dell’accaduto.

Triplice omicidio a Roma: le ipotesi investigative e il contesto nella comunità

Gli investigatori stanno cercando di chiarire il movente, mentre emergono voci non confermate su possibili tensioni personali e relazioni all’interno della comunità bengalese locale. Amir accenna a un clima di contrasti familiari: “La mia famiglia aveva discusso con lui“, e aggiunge anche che “Mio padre voleva allontanare Shahadat dalla comunità“, lasciando intendere dissapori pregressi.

Si ipotizza anche un intreccio sentimentale, di cui però non esistono riscontri ufficiali, che avrebbe alimentato il conflitto.

Strage di una famiglia a Roma: lo sconvolgente racconto del figlio sopravvissuto al massacro

“Ha ucciso tutta la mia famiglia. Sono arrivato a casa e l’ho visto. Aveva ammazzato tutti“, racconta in stato di shock Amir ai soccorritori che tentano di medicarlo mentre è ancora a terra, ferito e coperto di sangue davanti alla palazzina di via Montiglio 35, nel quartiere Casalotti, periferia nord-ovest di Roma.

È il solo sopravvissuto della strage avvenuta poche ore prima nell’abitazione dove viveva con i genitori Kamal e Jahan e la sorellina Arowa di 8 anni, tutti uccisi brutalmente a colpi di mannaia. Il giovane, 20 anni, originario del Bangladesh, è gravemente ferito al cranio e alle gambe, ma resta cosciente mentre ricostruisce ciò che è accaduto.

Secondo il suo racconto, come riportato da Il Messaggero, il presunto responsabile sarebbe Shahadat, connazionale e persona conosciuta dalla famiglia. “Mi stava aspettando per ammazzarmi. Avevamo litigato la scorsa settimana“, ripete Amir, ancora sotto shock. L’aggressore avrebbe atteso il suo rientro dopo il lavoro, nascondendo i corpi all’interno dell’appartamento: il padre Kamal occultato tra il muro e il divano, la madre Jahan e la bambina sotto al letto. Quando Amir entra in casa non si accorge subito di nulla, finché nota il piede della sorellina e comprende l’orrore. Da lì nasce la violenta colluttazione che prosegue tra le stanze e le scale della palazzina, durante la quale viene colpito più volte con la mannaia e scaraventato contro il muro, riportando un grave trauma cranico. Ora è ricoverato al Policlinico Gemelli in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita.

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