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Strage in Texas, Trump: il killer era uno squilibrato

Strage in Texas, Trump commenta l'accaduto e rivela che secondo lui le armi non sono un problema. Il killer era semplicemente uno squilibrato mentale.

strage in texas

Strage in Texas, Trump commenta l’accaduto e rivela che secondo lui le armi non sono un problema. Il problema riguarada la mente dell’esecutore. Era uno squilibrato mentale. L’aggressore era un ex militare che hanno congedato dall’aeronautica con disonore. Era evidente che questa persona aveva dei problemi, ma a maggior ragione, forse prima di rimetterlo tra la società era necessario privarlo di tutte le armi. Ma questo, la legge americana non lo prevede. Trump continua a sottolinerare che le armi non c’entrano e non sono un problema. Ma se ci sono persone che posseggono armi, e hanno problemi, c’è il pericolo che potrebbero usarle senza giudizio.

Strage in texas, la vicenda

Strage in Texas, l’esecutore di tutta la vicenda è un ragazzo di 26 anni che poco prima era stato congedato dall’aereonautica militare con disonore.

Il presidente americano Donald Trump si pronuncia a riguardo e commenta che l’artefice della sparatoria era uno squilibrato mentale. L’uomo aveva seri problemi di salute psicologica, ma ciò sicuramente non lo giustifica. Trump aggiunge anche che è consapevole che in America che ci sono molte persone che hanno problemi mentali, ma tutto ciò non è legato alle armi. Il killer si chiamava Devin Patrick Kelly, un ex militare che ha ucciso 26 persone. Secondo le ricostruzioni delle autorità il killer ha cominciato a sparare con un fucile automatico d’assalto ancora prima di entrare nella Chiesa.

La sparatoria

La Chiesa nella quale si è consumata la sparatoria è la First Baptist Church di Sutherland Springs, a est di San Antonio. La stima relativa alle vittime rivela 26 morti e 24 feriti.

Le vittime comprendono giovanissimi e non, l’erà varia dal 5 anni fino ai 72. Tra le vittime è anche presente la figlia del pastore della Chiesa. Al momento della sparatoria né il pastone né tantomento la madre erano presenti all’interno della Chiesa. Lo racconta la mamma della bambina, e moglie del pastore Frank Pomeroy, alla CNN. Sono stati esplosi venti colpi ancor prima che l’uomo entrasse all’interno dell’edificio. Il killer indossava anche una maschera e degli abiti neri, aveva addosso anche un giubbotto antiproiettile e moltissime munizioni del suo fucile.

Il killer

L’ex militare, dopo l’atto ignobile che ha compiuto all’interno della First Baptist Church, ha tentato la fuga salendo a bordo di un’auto in procinto di sgommare via.

Il tentativo fortunatamente fallisce perchè viene fermato a sua volta da un’arma da fuoco. L’ex militare in congedo Devin Kelley è infatti rimasto ucciso durante il suo tentativo di fuga.

Le armi

Il Presidente americano Donald Trump commenta l’accaduto e in particolar modo si concentra sull’argomento delle armi. Un argomento a lui particolarmente caro e delicato per il popolo Americano. Ci sono stati numerosi tentativi, negli anni, di arginare il problema delle armi ma senza ottimi risultati. Dopo la strage di Las Vegas i cittadini pretendevano di avere più sicurezza e meno armi nelle mani di malati mentali. Purtroppo l’evento si è verificato di nuovo e ancora una volta le vittime sono persone innocenti che si trovavano nella loro Chiesa, tra la loro congregazione. Secondo Trump le armi non c’entrano in questa vicenda. In realtà le armi sono le protagoniste, perchè senza di loro non ci sarebbero stati di certo dei morti. L’attenzione è tutta spostata nei confronti della malattia mentale del killer. Ma senza armi, anche se malato, avrebbe fatto molti meno danni.


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