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Suicidio collettivo: tre sorelle annegate a Brighton in maggio

Suicidio collettivo: tre sorelle annegate a Brighton in maggio

Il verdetto della coroner indica il suicidio collettivo di Jane Adetoro, Christina Walters e Rebecca Walters: ricostruite le tappe del viaggio e i riferimenti al lutto familiare.

Una tragedia familiare è stata ricostruita durante un’udienza al Woodvale coroner’s court dopo il ritrovamento dei corpi di tre sorelle londinesi nelle acque di fronte a Brighton. L’inchiesta ha stabilito che Jane Adetoro 36 anni, Christina Walters 32 anni, e Rebecca Walters 31 anni, entrarono volontariamente in mare l’11 maggio e morirono per annegamento.

Nei giorni successivi al ritrovamento, sono emersi dettagli sul loro viaggio e sul legame con il passato di famiglia.

Itinerario e tappe accertate prima della morte

Le indagini hanno ricostruito i movimenti delle tre sorelle nei giorni precedenti la tragedia. L’11 maggio presero un taxi per Birmingham e furono lasciate alle 11.36pm in una via vicina al Brookvale Park Lake il luogo dove nel 2010 la madre, Janice Adetoro aveva perso la vita per annegamento.

Le donne tornarono poi al loro appartamento a Greenford ovest di Londra, venendo riprese da un taxi alle 1.28am del 12 maggio. La visita a quell’area, a oltre 15 anni dalla morte della madre, è emersa come elemento rilevante nell’udienza e collega direttamente il viaggio a un lutto irrisolto.

Dettagli temporali e video

La sera del 12 maggio le tre sorelle presero un taxi preprenotato per Brighton raggiungendo la zona del lungomare alle 10.21pm.

Le ultime immagini certe che le ritrarrebbero in vita provengono da un CCTV della spiaggia alle 2.42am del 13 maggio. La sequenza dei trasferimenti è stata descritta in aula da rappresentanti delle forze dell’ordine, tra cui il DCI Mark Cullimore della Sussex police che ha riferito l’assenza di riprese che chiariscano quanto accadde nelle ore trascorse a Birmingham.

Esiti dell’autopsia e valutazione della coroner

Le autopsie hanno stabilito che la causa della morte per tutte e tre le donne è stata il annegamento. Non sono stati trovati nel loro organismo segni di abuso di sostanze: gli esami tossicologici non hanno rilevato tracce di droghe o alcol. La coroner Penelope Schofield ha depositato il verdetto in cui conclude che si è trattato di suicidio sottolineando che le sorelle entrarono in mare di notte pur essendo consapevoli di non saper nuotare e delle condizioni avverse del mare. La coroner ha inoltre evidenziato lo stile di vita riservato delle tre giovani, dicendo che le ragioni della scelta potrebbero non emergere mai completamente dall’istruttoria.

Recupero dei corpi e interventi di soccorso

I corpi di Jane Adetoro e di Christina Walters furono recuperati dall’equipaggio di una imbarcazione della RNLI mentre il corpo di Rebecca Walters fu ritrovato sulla riva della spiaggia di Brighton. Le autorità non hanno trovato alcuna evidenza di violenza esterna che possa aver causato le morti e non sono emerse prove di coinvolgimento di terzi.

Il peso del passato e la dichiarazione del padre

Durante l’udienza è emerso che la scomparsa della madre nel 2010 ha rappresentato un evento cardine nella vita della famiglia. La visita a Brookvale Park Lake è stata vista come un collegamento diretto a quel lutto, verificatosi oltre 15 anni prima. Il padre delle tre donne, Joseph Jacobsen ha seguito l’udienza tramite videocollegamento; nella sua dichiarazione ha espresso un dolore profondo e parole che sono state riportate in aula: “Non ci sono parole per esprimere adeguatamente il dolore per la perdita d’un figlio“. Ha inoltre detto che la perdita di tutte e tre le figlie gli spezza il cuore e si è detto “aggrappato solo alla speranza che possano riunirsi alla madre” sotto l’eterna custodia di Dio.

La coroner ha ricordato, nelle parole riportate in udienza, che le tre sorelle conducevano vite molto private e che non è compito del tribunale speculare su eventuali motivazioni non documentate. Alcuni elementi, come la visita al luogo della morte della madre e i problemi di salute mentale descritti per una delle sorelle, sono stati presentati come contesto ma non hanno fornito una spiegazione definitiva del gesto collettivo.

Le autorità locali e i soccorritori hanno completato le fasi d’indagine per stabilire le circostanze tecniche dei decessi; rimangono tuttavia molti interrogativi di natura personale e familiare che l’udienza non è stata in grado di risolvere. Le parole del padre e la ricostruzione dei movimenti offrono un quadro dettagliato degli ultimi giorni di vita delle tre donne e collegano in modo grave e doloroso il viaggio a Brighton al lutto antico per la perdita di Janice Adetoro nel 2010.

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