Giovedì 8 ottobre una grave tragedia sul lavoro ha colpito la zona di Fiano Romano, ai margini di Roma. Un uomo di 57 anni, impegnato nella costruzione del tetto di un capannone industriale ancora in fase di allestimento, è precipitato attraverso un lucernario situato a circa otto metri di altezza. Nonostante l’intervento immediato dei soccorsi, le cure di rianimazione non sono state sufficienti a salvargli la vita.
Il crollo è avvenuto in Via del Lavoro, in una zona soprattutto industriale, dove i lavori di copertura erano in corso da diversi giorni. Secondo le prime ricostruzioni, l’operaio sarebbe stato sul bordo del lucernario quando, per cause ancora da accertare, ha perso l’equilibrio e ha “scomparso” verso il basso, impattando al suolo a una distanza di circa 8 metri.
Le autorità intervenute e le prime indagini
Sul luogo dell’incidente sono arrivati rapidamente i carabinieri della stazione di Fiano Romano e la squadra di Spresal della ASL RM4. I primi hanno avviato le operazioni per la ricostruzione dei fatti, mentre il personale sanitario ha provveduto al prelievo di campioni per eventuali test tossicologici.
La Procura della Repubblica di Rieti ha assunto la direzione delle indagini, con l’obiettivo di capire se la caduta sia stata provocata da un cedimento strutturale, da negligenze operative o da altri fattori.
Il ruolo dei Carabinieri e dell’ASL nella gestione dell’emergenza
L’intervento dei carabinieri ha previsto la messa in sicurezza del cantiere, la raccolta di testimonianze dei colleghi presenti e la fotodocumentazione dell’area. Contemporaneamente, gli operatori di Spresal hanno fornito assistenza medica avanzata, gestendo l’evacuazione del corpo e garantendo il rispetto delle normative sanitarie. Le autorità hanno sottolineato l’importanza di un rapporto tempestivo tra le forze dell’ordine e le strutture sanitarie in caso di incidenti di questa natura.
Altri due decessi sul lavoro a Roma nello stesso periodo
La morte dell’operaio di Fiano Romano è la terza perdita di un lavoratore avvenuta nell’area metropolitana di Roma in soli cinque giorni. Nella stessa mattinata, a Casal Monastero, il meccanico Raffaele Ioanna, 48 anni, è deceduto mentre interveniva su un camion in via Rocca di Cave; un soffietto delle sospensioni pneumatiche sarebbe esploso, provocando gravi lesioni letali.
Nel pomeriggio, nella zona di Settecamini, il magazziniere Jacopo Piras, 25 anni, impiegato presso il deposito Amazon tramite l’agenzia interinale Gi Group, ha subito un’improvvisa crisi di salute durante il turno di notte. I colleghi hanno tentato un pronto soccorso, ma nonostante l’intervento dell’eliambulanza e della Croce Blu Sabina, il giovane non è riuscito a sopravvivere.
Questi tre eventi, seppur diversi per dinamica e contesto, hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro nella capitale. Le autorità competenti stanno valutando se sia necessario rafforzare le norme di prevenzione e se esistano responsabilità da attribuire ai datori di lavoro o ai fornitori di attrezzature.
