Nuova frattura tra Washington e Kiev dopo l’accordo tra Donald Trump e Vladimir Putin sulle esportazioni di diesel russo e la sospensione delle relative sanzioni. Il presidente americano ha attaccato duramente Volodymyr Zelensky, arrivando a sostenere che l’Ucraina dovrebbe avere un nuovo leader capace di raggiungere un’intesa con Mosca. Al centro dello scontro anche gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe, che Trump vorrebbe fermare per contenere la pressione sui prezzi dei carburanti.
Kiev, invece, teme che l’allentamento delle sanzioni garantisca al Cremlino nuove risorse per proseguire la guerra.
Trump attacca Zelensky e difende l’accordo sul diesel con Putin
Le dichiarazioni di Trump segnano un nuovo irrigidimento nei rapporti con il presidente ucraino. Il capo della Casa Bianca ha accusato Zelensky di aver avuto diverse occasioni per porre fine al conflitto senza sfruttarle e ha invitato Kiev a individuare una leadership disposta a raggiungere un accordo con la Russia.
“Suggerisco che l’Ucraina trovi un nuovo leader in grado di raggiungere un accordo“, è il messaggio rilanciato da Trump, che ha anche intimato a Zelensky di interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe. La posizione americana è legata anche alla preoccupazione per il costo dei carburanti negli Stati Uniti, diventato un tema politicamente delicato in vista delle elezioni di metà mandato.
La crisi è esplosa dopo la telefonata tra Trump e Putin, durante la quale i due presidenti hanno discusso anche delle forniture di diesel. L’intesa prevede la ripresa delle esportazioni russe e l’allentamento delle restrizioni statunitensi, con l’obiettivo dichiarato di contribuire a ridurre la pressione sul mercato energetico.
Kiev ha contestato duramente la decisione, sostenendo che concedere margini economici a Mosca mentre proseguono i bombardamenti rischia di indebolire la pressione internazionale sulla Russia. Anche in ambito europeo sono state sollevate critiche: l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha avvertito che maggiori entrate energetiche possono contribuire a finanziare lo sforzo bellico russo.
Zaporizhzhia, venti morti nei bombardamenti russi: si allontana l’intesa
Lo scontro diplomatico si è aggravato dopo il raid russo su Zaporizhzhia, dove un attacco contro edifici residenziali ha provocato la morte di 20 persone, tra cui tre bambini, e il ferimento di altre 18. Zelensky ha collegato la strage alla decisione americana di allentare le sanzioni sul diesel russo, accusando Mosca di sfruttare ogni segnale di minore pressione internazionale per proseguire le operazioni militari.
Il presidente ucraino ha chiesto agli Stati Uniti, all’Europa e agli altri partner di inviare segnali concreti a sostegno di Kiev e di ridurre la capacità russa di condurre la guerra. Nel frattempo, secondo le ricostruzioni giornalistiche, Washington avrebbe anche valutato la possibilità di ridimensionare la condivisione di informazioni di intelligence con l’Ucraina, nel tentativo di convincere Kiev a interrompere gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe.
Le tensioni si sono riflesse anche nei colloqui diplomatici svolti a Miami tra rappresentanti statunitensi, ucraini ed europei. L’inviato americano Steve Witkoff ha definito costruttivi gli incontri, mentre si è parlato della possibilità di una futura missione a Mosca insieme a Jared Kushner, genero di Trump. Dal Cremlino sono arrivati segnali di apertura al confronto, ma la delegazione ucraina ha lasciato Miami prima del previsto, senza che emergesse un’intesa concreta.
Sul fronte europeo, Kaja Kallas ha ribadito la contrarietà all’allentamento delle sanzioni e ha richiamato l’attenzione sull’intensificazione degli attacchi russi contro i civili e sulle minacce informatiche e ibride rivolte ai Paesi europei. L’Unione europea intende proseguire la pressione economica su Mosca attraverso nuove misure restrittive.
Per ora, dunque, il dialogo resta aperto, ma la distanza tra Washington e Kiev appare significativa. Da una parte Trump insiste sulla necessità di un accordo e chiede all’Ucraina di fermare unilateralmente gli attacchi alle raffinerie russe; dall’altra Zelensky considera indispensabile mantenere la pressione su Mosca e ottenere garanzie concrete per la sicurezza del proprio Paese. Le prossime mosse diplomatiche dovranno chiarire se sarà possibile ricomporre la frattura e riportare le parti verso un percorso negoziale condiviso.
