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Trump sfida Teheran: “Iran spazzato via”, poi la minaccia sul controllo di Hormuz

Trump sfida Teheran: “Iran spazzato via”, poi la minaccia sul controllo di Hormuz

Trump rivendica il vantaggio sull’Iran e annuncia nuove pressioni economiche, mentre resta alta la tensione sullo Stretto di Hormuz.

Donald Trump alza ancora la pressione sull’Iran, rivendicando la superiorità militare degli Stati Uniti e annunciando una nuova offensiva economica contro Teheran, mentre restano alte le tensioni in Medio Oriente.

Petrolio in rialzo e nuove tensioni in Cisgiordania

Le tensioni con l’Iran hanno avuto ripercussioni anche sui mercati energetici.

Il Brent è salito del 2,5%, raggiungendo quota 93,9 dollari al barile, mentre il Wti ha registrato un incremento del 2,8%, arrivando a 86,7 dollari. Un andamento sul quale il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha espresso perplessità: «Non riesco davvero a capire. Penso però che i prezzi scenderanno più rapidamente». L’Unione europea continua invece a puntare sul dialogo, invitando le parti a tornare al tavolo diplomatico senza anticipare valutazioni sulle eventuali conseguenze delle nuove misure americane per i Paesi europei.

Parallelamente resta alta la tensione in Cisgiordania occupata. Secondo quanto riferito da Al Jazeera, le forze israeliane avrebbero impedito alle ambulanze di raggiungere alcuni palestinesi rimasti feriti durante attacchi attribuiti a coloni israeliani contro abitazioni a Khirbet Deir Shams, a sud di Hebron. Tre persone sarebbero rimaste ferite. Nelle stesse ore, vicino a Jenin, l’esercito israeliano ha riferito di aver sparato e ucciso un palestinese che, secondo la ricostruzione delle forze armate, avrebbe tentato di accoltellare alcuni soldati impegnati in un’operazione militare.

Sul fronte diplomatico, Italia, Francia, Germania e Regno Unito hanno inoltre chiesto a Israele di fermare l’espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Intanto negli Stati Uniti è emersa anche un’altra vicenda legata a Trump: secondo la Cnn, all’interno della Marina sarebbero in corso discussioni per modificare il nome di una portaerei in costruzione, inizialmente destinata a rendere omaggio a Doris Miller, marinaio afroamericano celebrato per il suo eroismo a Pearl Harbor. Tra le possibilità valutate, secondo alcune fonti citate dall’emittente, ci sarebbe quella di intitolare la nave a Trump, una scelta senza precedenti trattandosi di un presidente ancora in carica.

Trump sfida ancora l’Iran: “Lo abbiamo annientato”, poi l’annuncio sullo Stretto di Hormuz

Donald Trump torna ad alzare i toni nei confronti di Teheran, rivendicando i risultati ottenuti dagli Stati Uniti sul piano militare. In un’intervista telefonica a Michael Cohen, suo ex avvocato e in seguito tra i suoi principali accusatori nel caso Stormy Daniels, il presidente americano ha affermato: «Abbiamo spazzato via l’Iran». Secondo Trump, la Repubblica islamica conserva ancora missili e droni, ma avrebbe ormai una «capacità produttiva limitata».

Il tycoon ha descritto in termini ancora più netti la situazione delle forze iraniane: «La marina non c’è più, l’aeronautica non c’è più, la leadership non c’è più», sostenendo inoltre che l’eliminazione di diversi vertici avrebbe reso più difficile anche il confronto diplomatico, perché «nessuno sa chi sia al comando». Il presidente ha ribadito che Teheran non dovrà mai dotarsi dell’atomica: «L’Iran non potrà mai avere un’arma nucleare. È molto semplice», aggiungendo che rifarebbe la stessa scelta «cento volte». Trump ha poi rivendicato il peso americano sullo Stretto di Hormuz, sostenendo che gli Stati Uniti lo controllano sostanzialmente e che presto potrebbero averne il pieno controllo.

Alla pressione militare, Washington intende affiancare una nuova offensiva sul fronte economico, con l’obiettivo di aumentare l’isolamento della Repubblica islamica e favorire, nelle intenzioni della Casa Bianca, una ripresa dei negoziati. Trump ha prospettato pesanti conseguenze per i Paesi che continueranno a offrire a Teheran canali finanziari e commerciali, prendendo di mira in particolare traffici petroliferi, trasferimenti di denaro e società utilizzate per aggirare le restrizioni occidentali.

Rivolgendosi agli alleati, il presidente ha annunciato: «Sarà un ‘D-Day economico’», chiedendo loro di schierarsi con Washington contro la minaccia iraniana. Tra le ipotesi circolate figura anche quella di intervenire sugli asset dell’Iran o di aumentare la pressione sugli Emirati Arabi Uniti, snodo importante per alcune transazioni internazionali iraniane. Teheran ha respinto la strategia americana, mentre la Cina ha criticato la strada scelta da Washington: «Le sanzioni e le pressioni economiche non aiuteranno a risolvere il problema», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian.

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