Il rapporto tra Enrico Mentana e La7 sembra essere arrivato a un punto delicato, ma le tensioni tra il direttore del Tg La7 e l’emittente non sarebbero nate soltanto in vista del rinnovo del contratto. A confermarlo è Gaia Tortora, vicedirettrice del telegiornale e volto storico della rete, che ha raccontato come il malessere di Mentana sia cresciuto progressivamente negli ultimi anni.
Gaia Tortora: “La7 è diventata la voce dell’opposizione”
In un’intervista al Messaggero, Tortora ha spiegato che il cambiamento dell’emittente sarebbe avvenuto gradualmente. Secondo la giornalista, La7, nata come una rete equilibrata e credibile, avrebbe finito per assumere sempre più il ruolo di voce dell’opposizione. Una scelta che, a suo giudizio, può essere comprensibile, soprattutto dopo i cambiamenti avvenuti a Rai3, ma che avrebbe creato anche un problema di pluralismo.
“Se qui dici qualcosa di diverso, sei bollato come fascista“, ha spiegato Tortora, sottolineando la necessità di ampliare il modo in cui vengono raccontati i fatti. “Bisogna avere il coraggio di aprirsi a nuove narrazioni” ha aggiunto. Per la vicedirettrice servirebbero anche nuovi investimenti e soprattutto il coraggio di uscire dalla propria comfort zone, aprendosi a punti di vista e narrazioni differenti.
Il contratto di Mentana scade a dicembre
Sul futuro di Mentana pesa intanto la scadenza del suo contratto con La7, prevista per la fine di dicembre. L’editore Urbano Cairo non ha ancora blindato il rinnovo, mentre il giornalista ha fatto sapere che prenderà una decisione soltanto dopo la scadenza. Il Tg La7 resta comunque affidato a Mentana nei palinsesti 2026-2027. Anche il direttore di rete Andrea Salerno ha espresso pubblicamente il desiderio che il giornalista rimanga.
La questione, quindi, sembra andare oltre il semplice rinnovo contrattuale: al centro c’è soprattutto l’identità futura di La7 e il modo in cui la rete intende raccontare la politica e l’attualità.
